Una lettera che è anche un appello alle istituzioni affinché si introducano misure urgenti per limitare il contagio degli operatori sanitari. Un numero in continuo aumento: 'Ieri (mercoledi), secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanita', erano saliti a 6205- prosegue la lettera- vale a dire piu' del 9% dei casi totali. Si allunga purtroppo anche l'elenco dei medici che non ce l'hanno fatta: sul portale FNOMCeO i nomi sono 33, ma ieri in tarda serata e' giunta notizia della scomparsa di altri tre colleghi, tutti di Bergamo'.
Sono dati peggiori di quelli registrati in Cina che si e' fermata a 3300 sanitari contagiati e 23 decessi - ha sottolineato il presidente provinciale dell'Associazione, oltre che medico di medicina generale a Varese, dr. Roberto Stella.
'È lecito supporre che questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuale adeguati: mascherine, guanti, camici monouso, visiere di protezione, che invece continuano a scarseggiare o ad essere centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un'epidemia a cui pure l'Italia si era dichiarata pronta solo a fine due mesi fa'.
Un recente articolo sul New England Medical Journal (a firma di Rosenbaum e colleghi) ha dimostrato che, oltre ai rischi personali che gli operatori sanitari si trovano ad affrontare, gli ospedali e il personale medico possono diventare un possibile veicolo di diffusione per l'infezione. L'articolo ha anche affrontato il problema dell'enorme percentuale di soggetti infettati che rimangono asintomatici e del loro ruolo nella diffusione dell'epidemia. Allo stesso tempo, come sottolineato dal direttore generale dell'Oms Tedros Ghebreyesus, e' stato accertato che in Cina circa il 41% dei casi di Covid-19 confermati a Wuhan e' il risultato di una trasmissione correlata all'ospedale'.
'È da queste considerazioni che siamo partiti per lanciare il nostro appello e le nostre richieste dalle pagine del British Medical Journal affinche' possano farne esperienza e trarne le dovute indicazioni anche tutti i colleghi delle diverse parti del mondo dove ancora ci sono margini di tempo per prepararsi- spiega il presidente FNOMCeO Anelli all'agenzia Dire- In particolare abbiamo voluto sottolineare l'inadeguatezza del modello ospedalo-centrico per far fronte ad epidemie di questa portata, com'e' diventato evidente dopo la chiusura di interi ospedali in Italia per la diffusione dell'infezione tra medici, infermieri e pazienti.
'Altrettanto tassative sono l'informazione, la formazione e la protezione adeguata di tutti gli operatori sanitari e in particolare di quelli piu' direttamente esposti sia per il controllo dell'epidemia sia per continuare a fornire tutte le cure necessarie alle persone con infezione da Covid-19, nonche' a per continuare a garantire le cure a tutti gli altri pazienti che necessitano di trattamenti a domicilio o in ospedale. In queste ore stanno emergendo situazioni di grave sofferenza proprio nelle persone piu' fragili e delle loro famiglie: penso ai bambini autistici privati delle attivita' nei centri diurni e degli interventi riabilitativi, ai pazienti psichiatrici o affetti da tumori, SLA ed altre malattie cronico-degenerative che hanno difficolta' a vedersi garantiti i servizi socio-sanitari essenziali'.


