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Abusato per anni e violentato dal suo datore di lavoro: risolto il giallo sull'aggressore di Mirandola

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Squadra Mobile e agenti del commissariato di Mirandola hanno arrestato un 38enne, titolare di una ditta di tinteggiatura. Aveva ridotto in stato di totale soggezione un dipendente 39enne, arrivando quasi ad ucciderlo il 3 settembre scorso


Abusato per anni e violentato dal suo datore di lavoro: risolto il giallo sull'aggressore di Mirandola

Gli agenti del commissariato di Polizia di Mirandola hanno chiuso il cerchio della indagini sull’uomo accusato dell'aggressione e della violenza fisica, anche a sfondo sessuale, avvenuta il 3 settembre scorso ai danni di un 39 enne residente a Mirandola, ricoverato con lesioni gravissime all'ospedale di Carpi. L'uomo da pochi giorni si è risvegliato dal coma farmacologico indotto a seguito dei delicati interventi chirurgici che in una decina di giorni i sanitari hanno dovuto condurre per salvargli la vita e derivanti dalle lesioni interne procurate alla vittima. Anche in un periodo precedenti all'ultimo fatto del 3 settembre scorso, contestato all'aggressore, un uomo di 38 anni, datore di lavoro della vittima

Una squallida storia di abusi

E' una storia di abusi e violenza sessuale, fisica e psicologica e maltrattamenti, che gli stessi inquirenti hanno definito 'squallida'. Vittima della vicenda un uomo di 39 anni. Una personalità debole che viveva da tempo in uno stato di totale soggezione psicologica, che si è trasformata in fisica, nei confronti del suo datore di lavoro che a Mirandola gli aveva garantito un impiego come imbianchino ed un alloggio. Elementi che avevano aumentato il senso di dipendenza della vittima da chi ormai teneva le redini della sua vita. Anche sotto l'aspetto economico. Il titolare, padrone anche dell'appartamento in cui abitava, era arrivato a gestire anche le finanze del 39 enne. Trattenendo direttamente anche i soldi del lavoro dell'uomo per l'affitto o per altre spese.  Uno stato di sottomissione che ha portato la vittima, residente a Mirandola, a subire passivamente le sistematiche violenze da parte del proprio titolare. Sia psicologiche (con umiliazioni e rimproveri anche per futili motivi ed in pubblico),  fino ad arrivare a quelle fisica, anche a sfondo sessuale. L’ultima in ordine di tempo martedì 3 settembre.

I fatti

Nel pomeriggio l’uomo, senza specifici motivi, si reca a casa della vittima, abusando nuovamente di lui e colpendolo fisicamente. Ma questa volta le conseguenze dell'aggressione sono peggiori di quelle già gravi precedenti. Il 39 enne perde molto sangue, sembra a causa della violenza sessuale che sarebbe stata cagionata non da un atto sessuale tra i due corpi, ma da un oggetto. La vittima riporta lesioni interne e necessità delle cure in ospedale. Dove viene accompagnato dallo stesso aggressore. Prima a Mirandola, dove vengono diagnosticate ferite e traumi importanti, che necessitano il trasporto all'ospedale di Carpi. L'uomo, che da cosciente racconta una aggressione avvenuta a Ferrara che non troverà riscontro nella realtà delle indagini, deve essere operato. Rischia la vita. L'ipotesi di reato che pare potersi prospettare, a quel punto ancora contro ignoti, è di tentato omicidio. Sul posto, già allertati, gli agenti del locale commissariato di Polizia di Mirandola. Dopo l'operazione chirurgica viene indotto il coma farmacologico.

'Da li abbiamo iniziato le indagini nella cerchia delle amicizie dell'uomo - afferma il dirigente del commissariato e Vicequestore Manuela Ori nel corso della conferenza stampa in questura a Modena sui particolari della vicenda e le indagini - che sulla base di alcune testimonianze, riferite allo stato di sottomissione subito dall'uomo, già ci portavano verso il titolare. Quando la vittima è uscita dal coma e si è fidato della nostra presenza, sentendosi protetto e non più solo, ha confermato i sospetti, raccontando la terribile serie di violenze di cui sarebbe stato vittima da almeno un anno e mezzo'.

 In un episodio all'uomo era stato anche rotto un braccio. 'In un primo momento, all'arrivo all'ospedale, la vittima aveva inventato un'altra storia per motivare le ferite e presumibilmente finalizzata a coprire il datore di lavoro che pur trasformato in un mostro era diventato e rimasto per lui l'unico riferimento' 

Quell'uomo che gli aveva garantito lavoro e alloggio, e potenzialmente una vita dignitosa, era anche colui che quella vita gliela aveva trasformata in un incubo che in quel pomeriggio del 3 settembre, ha rischiato di ucciderlo. Tutti gli elementi che messi a disposizione e analizzati fin dal primo momento hanno portato il PM della procura di Modena Graziano a chiedere l'arresto dell'aggressore, disposto dal GIP ed eseguito questa mattina dalla squadra mobile presso il suo appartamento di Mirandola, dal quale è stato tradotto al carcere di S.Anna di Modena. Dovrà risponde di lesioni gravi, maltrattementi e violenza sessuale.

La vittima dovrà essere sottoposto almeno ad un ulteriore intervento chirurgico e presumibilmente i danni riportati dalle violenze perpetrate negli anni avranno conseguenze semipermanenti.

Gi.Ga.

Nella foto la conferenza stampa in questura a Modena con il Dirigente della Squadra Mobile Salvatore Blasco e la dirigente del commissariato di Mirandola, Vice questore Manuela Ori che nel video racconta le fasi salienti del caso



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