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Sitta parla e la giunta tace

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Il continuo ripartire dall’anno zero nel Sistema che si autogenera


Sitta parla e la giunta tace

Parlano Ballestrazzi e parla Vezzelli (ah... forse sarebbe bene ricordare a tutti chi è stato e chi è Vezzelli per capire quanto le sue sacrosante critiche facciano male al sistema-Pd, ma u n’altra volta. Se ci saremo). Parlano e commentano le parole di Sitta e il suo «oggi manca completamente un disegno di città». E intanto la giunta, Muzzarelli e il suo assessore Vandelli, tacciono. Già, mica meritano risposta le parole di Sitta. Si sta zitti e si tira avanti, onorevole e distaccato silenzio. Che Sitta è stato il deus ex machina dell’urbanistica modenese per solo 10 anni, cosa vuoi che sia. Adesso i tempi sono cambiati. Adesso c’è la marcia in più da inserire e sul passato, sull’assessore che è stato il volto di Modena per un decennio, infinitamente più rappresentativo di Pighi, una bella croce sopra. Non merita risposta. Un bel tacer non fu mai scritto, non ragioniam di lor ma guarda e passa, il silenzio è d’o ro. . . Fino al più prosaico acqua in bocca. Ma sulla forma in fondo si potrebbe anche non stare lì a sottilizzare. Va beh, mica la giunta e il sindaco-forte sono tenuti a rispondere a tutti. Ovvio, men che meno a Sitta che parla su un giornale a caso. Il problema vero sono i contenuti. La giunta vuole metter una croce definitiva sopra proprio a tutto, nel senso che sull’urbanistica e sul Psc (al quale vuole iniziare a lavorare a settembre) dà l’impressione di voler partire come se fossimo all’anno zero. Come se Pighi non avesse lasciato in eredità alcun documento preparatorio sul Psc stesso (eppure in quella bella giunta che approvò quel documento c’erano anche Poggi, Arletti, Giacobazzi, Maletti... tutta gente che oggi siede nei banchi del Consiglio o ancora in giunta e capogruppo Pd era sempre Trande), come se non esistesse già uno studio sul Villaggio artigiano (la giunta precedente ha censito tutti gli edifici industriali, ha incontrato tutti i proprietari e il Consiglio ha anche approvato un piano di recupero), come se non si fosse mai pensato cosa fare per la ‘Dia gonale’ (in piazza Grande esistono già i piani attuativi per i collegamenti tra la Madonnina e il Villaggio artigiano), come se i famosi «laboratori della città» non avessero prodotto nulla (dalle stazioni alle piazze di Botta, dal centro storico alla viabilità). Va bene era tutto sulla carta, ma di quello stiamo parlando anche oggi: di teoria. E invece no. Nulla, tutto nel cestino. Si riparte da zero. E l’impressione è che Vandelli e Muzzarelli nemmeno li abbiano letti quei documenti, nemmeno sappiano che sul Villaggio Artigiano la giunta di Sitta - l’ex compagno a cui non si risponde più - ha già prodotto di tutto, idem sulla Diagonale. Nemmeno sappiano, banalmente, che esiste già, dal 2012, un divieto di apertura di sale scommesse nelle aree residenziali (che va beh, uno po’ bandire anche il gioco d’azzardo, ma resta che la somma dei vizi fa sempre 100... Ma questo non c’entra). Si riparte dall’anno zero e basta. Per svogliatezza? Per supponenza? Per metterci una croce sopra, dicevamo? Per far far qualcosa ai dirigenti che altrimenti coi loro stipendi faraonici si annoiano? Mah. Fatto sta che così è. I rapporti economici con il mondo coop (nella grande distribuzione, nella edilizia e nel welfare...), la smania di piazzare propri uomini nei posti che contano, il meccanismo che ripaga i fedeli e punisce i ribelli (purchè non abbiano segreti da poter svelare), le amicizie da tutelare, la legalità da sbandierare a casaccio, la macchina del fango sempre pronta...

Beh, tutto questo modello-sistema a Modena resta intatto come sempre. Come con Pighi, Barbolini e come da 70 anni ad oggi. Inscalfibile, immutabile, come le Tavole della legge. Ma con Muzzarelli - in compenso - si cancella tutta la progettazione urbanistica passata, manco a Modena avesse vinto Bortolotti e i 5 Stelle, e lì - solo lì - si parte da zero. Che questo «ripartire» è pure funzionale al resto del Sistema, una sorta di rigenerazione apparente. Va beh, ma si riparte con che idea di città? Con che progetto? Beh, quello non è importante. L’importante è avere degli slogan efficaci: percorso partecipato, riqualificazione, aiuti alle imprese e saldo zero, ma non troppo. .. Sì, saldo zero ma non troppo, come ha spiegato più volte Muzzarelli. Perchè adesso che non esiste nemmeno più l’oppo - sizione e che Modena Attiva ha finito il suo ruolo attivo per aiutare gli ex segretari Pd (cittadino, provinciale e regionale) a fare carriera scardinando la giunta modenese... Beh, adesso non serve nemmeno più essere radicali negli slogan. Si sta sul vago. Che in fondo senza alcun disegno di città, navigando a vista, si è anche più liberi. Senza doversi sentir dire, «ma questa variante qua che volete fare non rispetta il piano politico complessivo...». Eh no, il piano politico non c’è... Tutti fregati, vale tutto! Senza vincoli di sorta, se non la propria coscienza. Per la gioia di tutti il puzzle si compone alla «come viene viene». La giunta delle libertà!

Leonelli


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