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«Trc è plurale e non esclude nessuno»

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Ad agosto 2016 Turrini: «Sistema coop-Pd? Il mondo è cambiato»


«Trc è plurale e non esclude nessuno»

Come promesso Adriano Turrini, presidente di Alleanza 3.0, risponde il 10 agosto 2016 alle nostre domande su libertà di informazione e presenza di infiltrazioni nel nostro territorio. Una intervista, quella al presidente della neonata Coop, che nasce all’indomani di un intervento dello stesso Turrini su facebook e da un reciproco scambio di battute. Oggi Turrini risponde in modo puntuale a tutte le nostre domande, una disponibilità mai dimostrata, ad esempio, dall’ex presidente di Coop Estense Mario Zucchelli. Una occasione per un confronto aperto - che parte da punti di vista differenti - del quale ringraziamo Turrini.

Infiltrazioni mafiose, lei ha preso posizione nel dibattito sulla presenza di 'anticorpi' nella nostra regione. A suo avviso ha ragione il procuratore capo Amato ad affermare che l'Emilia è una regione sana. Perché lo crede? «Il discorso del neo procuratore Amato va letto nella sua interezza non per singoli parti. È l'intervento, a mio giudizio, di chi ha perfetta consapevolezza dei problemi e che dice, al contrario di tanti che preferiscono la semplice indignazione di facciata, che la criminalità si può combattere e lo si può fare ricostruendo gli ‘anticorpi’ nella società. Io credo, e non da oggi, che la presenza della criminalità organizzata nella nostra regione, e non solo nella nostra, sia un dato di fatto e con dimensioni inquietanti. Non è più solo un problema di ‘anticorpi’ ma, semmai, di coscienza e di agire civile. Occorre partire dalla consapevolezza che il fenomeno c'è per poterlo combattere, una consapevolezza chiara che deve essere presente nelle istituzioni, nei corpi sociali, nelle imprese e nei singoli cittadini».

Il mondo cooperativo, e la coop da lei guidata in particolare, finanzia associazioni anti-mafia a partire da Libera. Non crede - come affermato da Attilio Bolzoni - che se si tagliassero i finanziamenti agli enti anti-mafia vi sarebbe «un fuggi-fuggi generale»? «Noi, come tante altre realtà, finanziamo progetti e la fase di startup di cooperative che gestiscono terreni confiscati alla criminalità. Non finanziamo genericamente le associazioni. Interveniamo a sostegno di progetti di giovani che operano per il riscatto della loro terra, e che, dopo il contributo ricevuto per avviare le attività, debbono dimostrare di potersi reggere sulle loro gambe. Abbiamo finanziato, assieme a tanti altri, le cooperative Placido Rizzotto, Beppe Montana, Rita Atria e altre ancora. Abbiamo aiutato a ricostruire frutteti e campi dati alle fiamme, ripetutamente, dai precedenti proprietari: i mafiosi. Siamo orgogliosi del fatto che, anche attraverso il nostro piccolo contributo, la criminalità organizzata venga colpita in due punti nevralgici: la proprietà dei beni e la possibilità di creare lavoro legale. Sosteniamo anche, nei mesi estivi, la presenza di tanti giovani, volontari, in un tour di lavoro e conoscenza presso le realtà di Libera. Per questo invito lei, e la sua redazione a fare questa straordinaria esperienza di visitare le cooperative di Libera Terra. Toccare con mano, a volte, fa comprendere più di mille parole. Crediamo infine, ma questo non c'entra nulla con i finanziamenti, che l'esperienza di Libera sia la più grande esperienza di risveglio delle coscienze. La prova sta nel fatto che centinaia di migliaia di giovani si mobilitino per questi obiettivi: la vera forza per combattere la mafia è nelle loro coscienze. Questi sono i fatti».

Il mondo cooperativo emiliano non è stato esente in questi anni da infiltrazioni mafiose (clamoroso il caso Cpl, ma non solo).Ma, al di là della criminalità organizzata, non crede che il rapporto tra amministrazioni pubbliche di centrosinistra e cooperative (di distribuzione come la sua, ma anche edili e legate al welfare) rispetti logiche fuori dal mercato e che quindi falsi il mercato stesso? Si può parlare in questo senso di 'sistema coop-Pd' (parola che il sindaco di Modena ha recentemente negato)? «Le cooperative, come le altre imprese, sono fatte da persone e non sono immuni da errori e da atti illegali da parte dei propri dirigenti. Il caso Cpl ha visto provati i contatti tra alcuni dirigenti della cooperativa, tra cui il suo storico presidente, e la criminalità. Si tratta di azioni criminali e come tali vanno trattate. Oltre ai dirigenti coinvolti, esiste però la cooperativa, fatta di migliaia di persone che vi lavorano e che rischiano, e hanno rischiato, per le azioni criminali di alcuni, il loro posto lavoro che è essenza stessa dello scambio mutualistico per le cooperative di lavoro. I fatti dimostrano anche un'altra cosa: gli anticorpi ci sono e in questo caso si sono messi in funzione. I soci lavoratori hanno fatto piazza pulita del vecchio gruppo dirigente e sono ripartiti tra mille sacrifici emille difficoltà salvando la cooperativa. E oggi Cpl viene citata come un esempio da seguire anche nella recente relazione del Presidente Cantone. Alla seconda parte della domanda rispondo con un secco no. Io oggi presiedo una Cooperativa che è leader o coleader di mercato in alcune, non tutte, le province Emiliano Romagnole, ma anche a Venezia città, in realtà Marchigiane, in Friuli Venezia Giulia, in Puglia ecc. Operiamo in 11 regioni e, tutti i giorni, competiamo sullo stesso mercato degli altri senza privilegi, e senza sconti. Lo facciamo in realtà diverse dialogando con amministratori del centro- sinistra, del centro-destra e anche del Movimento 5 stelle. Parlare oggi di un sistema è non voler prendere atto che il mondo è profondamente trasformato».

A Modena coop e Comune stanno riqualificando l'area di fianco a quella dove sorgerà un supermercato Esselunga (area bloccata per anni). Non crede vi sia un conflitto di interessi in questo senso e una falsificazione del mercato e della libera concorrenza? Avere tenuto bloccata l'area dell'ex consorzio di Modena per decenni è stato un errore? «A nostro giudizio non esistono conflitti di interesse né falsificazioni di mercato né, tantomeno, della libera concorrenza. Esselunga ha quote di mercato importanti a Modena, Bologna, Reggio e Parma. Non è presente in altri luoghi anche per sua scelta. A Milano e in Lombardia, dove Esselunga è leader di mercato indiscusso e con ottime capacità, potrei ribadire che, storicamente, è la Coop ad avere grosse difficoltà ad aprire nuovi negozi. Nel libro ‘Falce e carrel l o ’ scritto dal proprietario di Esselunga, Caprotti, si citano casi di ‘i n t e rd i z i o n e ’ a Bologna da parte di Coop. Ciò che non si dice è che in quel caso, in Via A. Costa, Esselunga voleva costruire uno store di dimensioni non previste e vietate dalle norme urbanistiche. Allora è più facile, non potendo fare quello che si vuole aprire una polemica per distrarre l’attenzione. Coop Alleanza ha avuto aree bloccate per oltre 20 anni a Padova, a Fermo, ma anche a Bologna e altrove. Quando abbiamo ritenuto venisse perpetrata nei nostri confronti un'ingiustizia non abbiamo scritto libri, ma ci siamo rivolti alla magistratura. A volte abbiamo avuto ragione».

Libertà di informazione: Alleanza 3.0, di cui lei è presidente, è editore della principale tv emiliana: Trc. A suo avviso Trc garantisce il pluralismo? «Trc ha l’obiettivo di garantire il pluralismo informativo in cui Coop Alleanza 3.0 crede. Una pluralità di strumenti, anche in una singola provincia è elemento di ricchezza, sia in ambito televisivo con Trc, sia sulla carta stampata con Prima pagina. In un vostro articolo di non molto tempo fa, fate riferimento al recente acquisto della ‘frequenza 42’ da Rete 7 eTV, altra storica emittente in Emilia Romagna, e vi chiedete perché non abbiamo assunto anche i dipendenti. Omettete però di dire, o forse non ne siete a conoscenza, che quella frequenza è la medesima su cui da anni, Trc trasmette ‘in affitto’ e che l'acquisto non ha quindi nulla a che vedere con i dipendenti di Etv che lavorano per una società che produce informazione e contenuti. Sarebbe come chiedermi, acquistando del pane, di farmi carico del posto di lavoro del produttore che produce il grano».

Perchè Trc non consente ai politici che consentirono a Soliera l'insediamento di un market Esselunga di apparire in Tv? Parliamo di politici Pd (Emilio Sabattini, Davide Baruffi, Giuseppe Schena, Francesco Ori...) «La scelta editoriale di Trc è di dare maggiore spazio all'economia, alla cultura e alla società e alle notizie positive. Ribadisco che la nostra convinzione è che l’informazione ha bisogno di diverse opinioni perché queste producono un patrimonio culturale di cui anche Prima pagina è parte. Non abbiamo alcuna preclusione sulle persone da invitare» .

L'ex presidente Legacoop Vezzelli ha criticato i vertici attuali della cooperazione parlando di 'ipocrisia' e criticando gli stipendi percepiti dai manager. Come risponde? «Non ho letto l’intervista di Vezzelli che immagino, da ciò che mi viene chiesto, abbia espresso delle sue opinioni. Personalmente, se debbo criticare l’associazione di rappresentanza a cui la mia cooperativa appartiene, lo faccio direttamente assumendomi la responsabilità delle mie azioni e del mio dire. Non ritengo opportuno farlo a mezzo stampa avendo centinaia di occasioni per dirlo e per sostenere le mie opinioni. Nella domanda si fa riferimento all’ipocrisia e agli stipendi dei manager. Io presiedo Coop Alleanza 3.0 e di questo posso parlare. Coop Alleanza è la più grande cooperativa italiana ed anche una delle più giovani. È nata infatti l’1/1/2016 e questa grande opportunità ci ha consentito di riscrivere le norme statutarie avendo come guida l’integenerazionalità cooperativa e la trasparenza degli atti nei confronti dei nostri soci. Cito come esempio, ma potrei farne altri, il limite di 3 mandati (di tre anni ciascuno) per tutti gli Amministratori compresi Presidente e Vice. Per quanto riguarda gli stipendi la nostra cooperativa ha stabilito delle regole. Non ho alcun problema a parlare del mio stipendio in relazione a quello dei 22.000 dipendenti della cooperativa. Esiste infatti una policy aziendale in cui si afferma che lo stipendio più alto non può superare, in equivalente netto, 8 volte lo stipendio più basso di un dipendente full time. Noi, fermi da otto anni e sulla base di un regolamento nazionale della nostra associazione, stiamo abbondantemente sotto le 7 volte. Nel mio caso, si tratta di uno stipendio inferiore di 5-8 volte a quello di figura analoga per un’azienda simile e di eguali dimensioni. Quello percepito è comunque un ottimo stipendio: 15.000 euro lordi al mese, una Ral quindi di circa 210.000 euro annui che, tradotto in pratica, significa una busta dove il netto arriva a circa 6.900 euro al mese. La stessa policy non consente al presidente e a nessun dirigente della cooperativa di cumulare indennità provenienti da cda di società collegate o controllate. Anche qua, per esempio, vuol dire che quando siedo nel cda di Unipol o di altre società, non percepisco un compenso o un gettone, che viene invece incassato integralmente dalla cooperativa. Chiudo affermando che il mio è un ottimo stipendio e lo dico consapevole di aver avuto dalla cooperazione più di quello che ho dato. Non parlo solo di retribuzione, ma di, un’educazione ai valori della cooperazione, una formazione professionale e di vita impagabile. Ho una lunga esperienza di lavoro e di cooperatore, e mi piace ricordare che, così come ho un ottimo stipendio oggi che faccio il presidente, avevo un ottimo stipendio (150.000 lire al mese) anche nel novembre del 1974 appena assunto, con la qualifica di ‘sa - lumiere al 5° livello’ dalla Coop Bologna: una delle madri di Coop Alleanza. Posso continuare ad affermare che gli stipendi dei lavoratori della distribuzione cooperativa erano allora, così come oggi, i migliori stipendi sul mercato della grande distribuzione». 


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Giuseppe Leonelli
Giuseppe Leonelli

Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato ..   Continua >>


 
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