La conversione di Saulo, il feroce persecutore dei cristiani, lo trasformò nell'Apostolo delle genti. L'evento è narrato negli 'Atti degli Apostoli'.
San Paolo era ebreo e apparteneva alla setta dei Farisei: la più rigorosa, ma nello stesso tempo la più recalcitrante alla grazia di Dio. Alla scuola di Gameliele, celebre dottore della legge, Saulo si abituò all'osservanza della legge mosaica; il troppo zelo fece di lui il persecutore più temibile dei cristiani.
Giovinetto lo vediamo nella lapidazione di Santo Stefano custodire le vesti dei lapidatori.
Saulo voleva sradicare la Chiesa di Cristo e propagare ovunque il giudaismo. Nella sua persecuzione infierì contro i cristiani e li fece sparire da Gerusalemme, ma non pago chiese l'autorizzazione al Sommo Pontefice per poter far strage dei Cristiani rifugiati a Damasco. Accompagnato da arcieri, mentre percorre la via di Damasco, una luce fulgida lo acceca; una forza misteriosa lo sbalza da cavallo.
Saulo ode una voce che gli grida: 'Saulo, perché mi perseguiti?'. Saulo risponde: 'Chi sei tu?'. Ed il Signore a lui: 'Io sono quel Gesù che tu mi perseguiti'. 'Che vuoi che io faccia?' chiede Saulo. 'Va a Damasco' gli risponde il Signore. Saulo si alza e si fa condurre a Damasco dove rimane 3 giorni in preghiera. Il terzo giorno Anania sacerdote di Damasco lo battezza e gli ridona la vista.
Da quel momento, Paolo docile ai voleri di Dio, cresce nell'amore di Gesù e arriva a dire: 'Chi mi separerà dalla Carita del mio Gesù... Egli sarà la mia corona perché non sono io che vivo ma è Gesù che vive in me.' Paolo dopo la conversione annuncia il Vangelo della salvezza alle genti, patendo molto per il nome di Cristo. Nella sua vita soffrì con gioia per la causa di Gesù: prigionie, flagellazione, naufragi, e umiliazioni di ogni genere. Paolo si reputò, umilmente, l'ultimo degli Apostoli e, ubbidiente a Pietro Primo Papa, servì la Chiesa con amore.

