Trasparenza sul funzionamento del sistema di calcolo dei compensi a consegna, no alla riduzione del 25% del pagamento per consegna, ritorno dell'incentivo ordine minimo da 6 a 7,50 euro l’ora e consegna dei dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti), in quantità idonea a svolgere il lavoro nel lungo periodo. Sono alcune delle richieste avanzate dai rider della piattaforma deliveroo nella mobilitazione con presidio organizzata ieri sera a Modena e formalizzate nella lettera inviata oggi alla dirigenza della multinazionale attiva nella gestione delle consegne di cibo a domicilio. Tra di loro ci sono studenti, persone che con hanno perso il lavoro precario ma anche cassa integrati che a seguito dell'emergenza cervano di integrare il reddito con le consegne in bicicletta.
Ieri sera il microfono e l'obiettivo de La Pressa è stato riservato a loro, ai motivi della loro protesta e alle loro richieste: 'Dall'inizio della pandemia non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato con il virus che ancora oggi miete vittime, mettendo a rischio di contagio le nostre famiglie per poter continuare a lavorare e guadagnare il minimo per la sopravvivenza.
Stante ciò da Aprile abbiamo visto le nostre condizioni di lavoro peggiorare radicalmente. 'In primis ci siamo accorti che il pagamento delle consegne è stato fortemente abbassato (finanche al 20%), l'incentivo ordine minimo è stato ridotto da 7,50 a 6 euro e sono 3 settimane che ancora in troppi attendono i dispositivi minimi di sicurezza.
Le nostre richieste sono semplici, se siamo veramente gli eroi che descrivete nelle vostre email di ringraziamento, allora riconosceteci concretamente l’importanza del lavoro che svolgiamo'


