Il progetto ideato da Andrea Chiesi nasce appositamente per i due ambienti religiosi modenesi, al fine di valorizzare le loro strutture di pregio, ora restituite al pubblico e alla cittadinanza. Le due sale che compongono l’edificio risultano contigue dal punto di vista tematico, ma anche in relazione alla cifra stilistica utilizzata dall’artista.
Andrea Chiesi, pittore classe 1966 vive a Modena, dove è nato. Ha lo studio a San Pancrazio, piuttosto isolato ma in realtà poco distante dalla tangenziale. Andrea è un artista di talento, ha vinto diversi premi, ha lavorato a Pechino, Berlino, New York. I suoi lavori sono stati esposti in diverse gallerie in Italia e all'estero. Ha collaborato con i CSi e le Officine Schwartz. Tra le sue primissime collaborazioni, quella con il centro sociale Il Lambicco di Vignola.
La prima sala, l’ex Chiesa, viene in questo progetto denominata Eschatos (“luoghi ultimi”), poiché presenta opere che hanno per soggetto strutture connesse all’archeologia industriale che costellano il territorio italiano. Il suggestivo allestimento di questo ambiente prevede esclusivamente dipinti a olio realizzati da Chiesi nell’ultimo decennio. Le opere selezionate risultano rappresentative della produzione che ha reso celebre l’artista modenese nel panorama italiano e internazionale. In queste tele Chiesi documenta le macerie lasciate dalla produzione industriale, rimandando al rapporto “a perdere” tra l’uomo e la macchina: l’artista descrive dei corpi-fabbrica sui quali le categorie di spazio e di tempo hanno esercitato con violenza la propria azione.
La seconda sala, la Sala delle Monache affrescata, prende in mostra il nome di Anastasis (“resurrezione”), in riferimento alla potenziale rinascita dello spirito. In questo ambiente vengono presentate opere a inchiostro su carta di grande formato, esclusivamente di recente produzione, che caratterizzano la ricerca attuale dell’artista. I lavori raccontano la riappropriazione da parte della natura del proprio ambiente-paesaggio, evidenziando la capacità di sopravvivenza e di rinascita delle specie vegetali anche in condizioni di forte antropizzazione.
Nello stesso ambiente Chiesi mostra anche una preziosa serie di disegni su carta e taccuini disposti all’interno di tavoli di vetro, nei quali l’artista costruisce un’affascinante narrazione in progress della città di Modena, con riferimento a luoghi topici, che riflettono l’inconscio collettivo dei suoi abitanti. Questa terza sezione viene definita Insulae (“isole”), termine utilizzato in urbanistica per designare luoghi simbolici dall’alto valore artistico e “umano”, che sono stati dimenticati dal tempo, ma che sono carichi di fascino e di storia.
Stefano Soranna

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