'Dal 2014, partendo con l’alluvione del fiume Secchia, ne sono seguite almeno altre sei (Enza, Nure, Parma, Baganza, Reno, Panaro) e tutte sotto il mandato di Bonaccini, che evidentemente non ha affrontato la questione del rischio esondazioni con la dovuta urgenza e con adeguati interventi; tant’è che sono state restituite risorse al Ministero dei Trasporti, e di 23 opere previste ne sono state realizzate solamente 12. Il fiume Secchia infatti, ad ogni intenso fenomeno piovano consistente, rimane a rischio esondazione, con conseguente chiusura dei ponti, in particolare nella bassa: sintomo evidente di come non si sia fatto abbastanza per metterlo in sicurezza' - continua Golinelli
'In questi anni era necessario un piano straordinario di messa in sicurezza che non è stato realizzato: aumentare la capacità di invaso dei corsi d’acqua dragando gli alvei, tenere puliti argini e golene da animali fossori, siepi e tronchi, realizzare invasi e dighe, casse di espansione e vasche di laminazione; tutte azioni non fatte, perché si è preferito realizzare piste ciclabili e parchi fluviali (che sono in antitesi agli interventi necessari), salvo poi dare la colpa al cambiamento climatico. Chi ha avuto responsabilità nella gestione del territorio e nella mancata prevenzione non può essere oggi promosso a Commissario” - conclude il segretario provinciale Lega.

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