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'Alluvione, chi ha avuto responsabilità nella mancata prevenzione non può essere Commissario'

'Alluvione, chi ha avuto responsabilità nella mancata prevenzione non può essere Commissario'

Il segretario provinciale Lega Guglielmo Golinelli sull'ipotesi di incarico affidato a Bonaccini: 'In Emilia-Romagna, dal 2014, altre sei alluvioni. Esistono responsabilità politiche'


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'Ad accertare eventuali responsabilità penali sull’alluvione in Romagna sarà la Magistratura, ma non c’è alcun dubbio che esistano responsabilità politiche e che queste siano in capo a chi in questi ultimi 50 anni - amministrando la Regione - ha sovrainteso ai piani urbanistici comunali di tutta l’Emilia Romagna, senza prevedere adeguatamente il rischio idrogeologico delle zone alluvionali, e ad opere idrauliche compensative alla cementificazione'. Nel pieno della gestione post alluvione nella Regione Emilia Romagna, in merito alla possibile nomina di Stefano Bonaccini a Commissario, interviene il segretario provinciale della Lega Guglielmo Golinelli. Ieri il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel nuovo sopralluogo nelle aree alluvionate, alla domanda sulla nomina del commissario aveva liquidato la questione affermando che al commissario per la ricostruzione ci si penserà quando inizierà la ricostruzione. Ma è chiaro che il tema politico c'è tutto, già da ora. L'enorme quantità di denaro da gestire, nell'ordine dei 5 miliardi, ma soprattutto l'opportunità politica, sottolineata da Golinelli, di affidare l'incarico a chi ha avuto responsabilità dirette nella prevenzione e nella gestione del rischio idrogeologico in Emilia Romagna dal 2015 ad oggi, non rappresentano questioni di poco conto.

'Dal 2014, partendo con l’alluvione del fiume Secchia, ne sono seguite almeno altre
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sei (Enza, Nure, Parma, Baganza, Reno, Panaro) e tutte sotto il mandato di Bonaccini, che evidentemente non ha affrontato la questione del rischio esondazioni con la dovuta urgenza e con adeguati interventi; tant’è che sono state restituite risorse al Ministero dei Trasporti, e di 23 opere previste ne sono state realizzate solamente 12. Il fiume Secchia infatti, ad ogni intenso fenomeno piovano consistente, rimane a rischio esondazione, con conseguente chiusura dei ponti, in particolare nella bassa: sintomo evidente di come non si sia fatto abbastanza per metterlo in sicurezza' - continua Golinelli

'In questi anni era necessario un piano straordinario di messa in sicurezza che non è stato realizzato: aumentare la capacità di invaso dei corsi d’acqua dragando gli alvei, tenere puliti argini e golene da animali fossori, siepi e tronchi, realizzare invasi e dighe, casse di espansione e vasche di laminazione; tutte azioni non fatte, perché si è preferito realizzare piste ciclabili e parchi fluviali (che sono in antitesi agli interventi necessari), salvo poi dare la colpa al cambiamento climatico. Chi ha avuto responsabilità nella gestione del territorio e nella mancata prevenzione non può essere oggi promosso a Commissario” - conclude il segretario provinciale Lega.
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