'Del resto la volontà di chiudere il punto nascita da parte degli organismi sanitari della Regione era già stata palesata nella valutazione della commissione tecnica regionale che, nel parere allegato alla richiesta di deroga all'apertura inviata dalla Regione al Ministero, aveva espressamente richiesto che il punto nascita chiudesse al 31 dicembre. Oggi l'Ausl ha formalizzato la cessazione delle attività senza nemmeno aspettare tale data. Parliamo di una volontà talmente premeditata e convinta, che non si è nemmeno atteso il parere del Ministero competente - continua Golinelli -. Pd e Ausl, che per anni hanno blandito ed ingannato i cittadini e le Istituzioni locali da loro stesse rappresentate, non hanno più scuse. Le loro responsabilità politiche sono evidenti ed aggravate da premeditazione. L'aver progressivamete vuotato il punto nascita, dirottando sempre più gestanti altrove, il non avere affrontato il problema della carenza di personale fino a trasformarlo in emergenza ingestibile, ha portato ad una “esecuzione”, che a questo punto mira alla completa chiusura della struttura, che danneggia la comunità mirandolese e l’intera area nord. Un'onta rincarata oggi dalla comunicazione con la quale Ausl dichiara di aver già pronto un “Piano B”, con tanto di call center: un centralino istitutito con il chiaro intento di indirizzare altrove donne che avrebbero voluto e potuto tranquillamente partorire a Mirandola'.
'Se da oggi a Mirandola non sarà più possibile venire alla luce, è per unica e grave colpa della Regione guidata dal prossimo segretario del Partito Democratico Stefano Bonaccini, degli esecutori dell'Ausl e più in generale di un “partitone” che ha sempre negato e coperto il malcelato piano di smantellamento di tutto l'Ospedale Santa Maria Bianca'.




