Bugani è stato anche capo dello staff dell'ex sindaco di Roma, Virginia Raggi, e per anni punto di riferimento del M5S regionale.
“La nostra è una collaborazione che da tempo ci accomuna e che ora si evolve in una scelta politica e di campo molto importante ed impegnativa. Una scelta, quella di Bugani e Piazza, non facile per la loro storia politica e l’impegno profuso in questi anni”, riconosce Vladimiro Ferri, segretario di Articolo 1 Bologna. “Sono certo che sapranno portarci un importante contributo sia a livello locale che a livello nazionale, in questa fase molto complessa”, aggiunge Ferri.
In molti, però, nel Movimento 5 Stelle non hanno preso bene la decisione di Bugani e Piazza. Tanto che da alcuni portavoce e attivisti di Bologna e provincia chiedono le dimissioni dai ruoli istituzionali che ricoprono in Comune a Bologna. “Per consentire una rappresentanza pentastellata nel Consiglio comunale di Bologna, ci aspettiamo che il consigliere Piazza dia le proprie dimissioni, in coerenza con la sua decisione di abbandonare il movimento”, scrivono gli attivisti.
“Ora, però, non è il tempo di pensare a chi abbandona. È tempo di compattarsi e ripartire, dai temi e dai nostri principi non negoziabili, indicati dal presidente Conte. Siamo pronti per affrontare questa sfida elettorale finalmente da protagonisti“, assicurano, ironizzando su Bugani. “Il M5S piange l’addio di Marco Piazza, considerato da Max Bugani il miglior consigliere d’Italia, e dello stesso Max Bugani assessore ai Rapporti con il consiglio comunale di Bologna”, si legge nella nota firmata da Carolina De Lucia e Luca Nicotri (Zola Predosa), Fabio Selleri (Castenaso), Ezio Roi (Imola), Bruno Crepaldi (Sala Bolognese), Pietro Latronico (Castel San Pietro Terme), Luciano Tentoni (San Lazzaro di Savena), Leo Veronesi (Calderara di Reno), Alessandro Corbari (Monte San Pietro), Stefano Colangeli (Valsamoggia). “L’addio dei due ex grillini finalmente consentirà al territorio di uscire da un’impasse durata anni, in cui il ‘Laboratorio Bologna’ ha impedito, di fatto, il coordinamento tra città e provincia”, concludono.
Lo stesso diktat arriva dai parlamentari del M5S, e in particolare dai due coordinatori regionali dell’Emilia-Romagna Gabriele Lanzi e Marco Croatti.



