Interpellato ieri a margine del palco del villaggio Coldiretti, Bugani fa capire che non solo non vuole dimettersi da consigliere a Bologna ma, anzi, sostiene che in città c'è un lavoro da finire. Lasciare anzitempo, secondo Bugani, vorrebbe dire scappare. 'Sfido chiunque a non desiderare un incarico di questo genere in una città importante come Roma. Non la vedo minimamente come una fuga, la vedo - afferma l'ex referente regionale M5s - come un'esperienza di lavoro importante che arriva dopo l'esperienza altrettanto importante a palazzo Chigi. Sono molto contento. Continuerete a vedermi a Bologna, l'impegno nel territorio sarà costante: abbiamo un programma comunale da portare a termine e un impegno regionale che va avanti'.
'È il momento di andare oltre le sigle dei partiti, è il momento di un accordo di civiltà per il bene del Paese - ha poi aggiunto Bugani sulla alleanza M5s-Pd anche verso il voto di gennaio in Emilia-Romagna -. Sedersi e fare incontri programmatici stando sui temi è fondamentale con tutte le forze politiche, indipendentemente da chi sarà maggioranza e opposizione. Spero che sia finita la moda atroce e vergognosa, di questi ultimi due anni, di bullizzare qualsiasi intervento politico, di far diventare l'arroganza una qualità politica. Non mi riferisco a un solo partito: c'è stata la moda dell'arroganza, se è finita si può ragionare - continua Bugani dimenticando le parole usate dagli stessi 5 Stelle contro Bonaccini -. Sui rapporti col Pd anche a livello nazionale sono stato critico nella fase della trattativa, perchè Di Maio stava facendo un lavoro importante per arrivare a un contratto molto definito, che per me e anche per lui era fondamentale. Poi c'è stata un'accelerata, ed è vero anche che c'erano pressioni per le scadenze, la manovra, il rischio del bilancio provvisorio.



