Ciò che gli immigrati organizzati hanno denunciato il mese scorso davanti alla Prefettura in una manifestazione sfociata in un corteo non autorizzato lungo i viali di Modena, è stato ascoltato e riportato sabato scorso sul tavolo del Prefetto Paba dall’europarlamentare bolognese di Possibile Elly Schlein, relatrice della revisione del Regolamento di Dublino per il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo.
Problemi e criticità che, se confermate, costituirebbero una sorta di 'fattore Modena', capace di differenziare (in peggio), stando a quanto riferito dai migranti e dall'europarlamentare Schlein, la provincia modenese, rispetto alle altre (Reggio Emilia e Modena erano gli esempi fatti durante la manifestazione'. Ovvero, rispetto dei tempi per il riconoscimento della residenza, per l'iscrizione all'anagrafe e per la convocazione in commissione per il riconoscimento o meno dello status di richiedente asilo o di altro status.
'Ringrazio per la disponibilità dimostrata nel corso di tutto l’incontro, riconosco il costante impegno e l’attività di stimolo sull’accoglienza diffusa e l'integrazione, che costituiscono il modello migliore e realizzano una più equa distribuzione sul territorio dei richiedenti asilo - spiega Schlein -. Abbiamo voluto segnalare anche le gravi criticità che ci sono state riportate in questo territorio e il Prefetto ha fatto riferimento alle iniziative adottate dal Questore per lo snellimento delle procedure di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno e per dare una prospettiva di certezza alla data di convocazione'. Criticità emerse dal colloquio con il collettivo Modena Refugees che l'europarlamentare ha avuto sulle tribune del Parco Novi Sad prima di recarsi dal Prefetto.
'Nel corso dell'incontro, svoltosi in un clima di costruttiva cordialità - ha fatto sapere in una nota la Prefettura - è stata effettuata una disamina complessiva sulla situazione modenese e sulle iniziative intraprese per garantire l'accoglienza, convenendo, in particolare, sui tre pilastri che ne garantiscono la sostenibilità e che devono essere attivamente perseguiti: accoglienza diffusa, formazione e attività volontarie di utilità sociale in chiave inclusiva, equa distribuzione sul territorio dei richiedenti asilo.


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