Confindustria Emilia-Romagna interviene così nel dibattito in corso sulla legge regionale, già applicata dal Comune di Modena, che impone alle sale slot e agli esercizi che gestiscono direttamente le cosiddette 'macchinette, di chiudere o delocalizzare, entro un periodo di sei mesi, nel caso in cui si trovino ad una distanza non superiore ai 500 metri da luoghi sensibili (scuole, chiese, ecc......). Sulla base di queste indicazioni il Comune di Modena aveva già stilato la scorsa primavera l'elenco degli esercizi attivi da delocalizzare o, appunto, da chiudere. Entro sei mesi. Un elenco poi aggiornato lo scorso ottobre, a seguito del ricorso al Tar dei titolari di due sale slot nella zona ovest della città, inserite nell'elenco delle attività da chiudere nell'area in cui si trovano ed, eventualmente, da delocalizzare. In attesa del parere del giudice, possono continuare ad operare. Ma per loro come le altre realtà inserite nell'elenco, la legge, o meglio il distanziametro che ne rappresenta il fulcro, risulta come una condanna a morte. Perchè nell'area urbana, stando ai dati il presidente di Astro Massimiliano Pucci, è stato calcolato che a Modena ben il 99.4% degli esercizi che dovrebbero delocalizzare, o chiudere, non hanno la possibilità di trovare posto in altro luogo. Percentuale che arriva al 100% nel caso di Sassuolo.
Per Eurispes il distanziometro e' 'controproducente' e lo stesso Istituto superiore di sanita'..,'sostiene che i giocatori patologici preferiscono giocare lontano da casa'.
'Rinnoviamo la nostra disponibilita' a confrontarci con le Istituzioni per lavorare ad una riforma sostenibile del settore che sia in grado di offrire un gioco controllato e sicuro ai cittadini e di salvaguardare i valori occupazionali del comparto che nella sola regione Emilia-Romagna vede a rischio oltre 4.300 lavoratori', ha detto Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, la federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del gioco legale. In pratica, per Confindustria togliere spazio e attività alle sole slot ed agli esercizi regolari, identificabili e controllabili inseriti nel perimetro comunale, rischia di agevolare la criminalità organizzata e che i vuoti e gli spazi, quando ci sono, li riempie, soprattutto in un ambito come questo dove circola tanto denaro.
Un rischio, quello legato alla perdita di posti di lavoro, sottolineato nel dicembre scorso anche da
A Modena si sta verificando una fase di stallo, perché trascorso il primo periodo per ottemperare all'obbligo di delocalizzare o chiudere il provvedimento, i ricorsi che potrebbero moltiplicarsi, rischiando di vanificare, ancora prima nei numeri che nello spirito, l'impianto generale della nuova legge regionale che nel frattempo è stata leggermente modificata rispetto ai tempi concessi sale obbligate a delocalizzare. Quindi un periodo superiore ai sei mesi inizialmente previsti e che ora per Modena potrebbe lasciare la situazione sostanzialmente immutata almeno fino ai primi mesi del nuovo anno.



