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Tar del Lazio annulla il Daspo a Stefano Puzzer: non fu giustificato

Tar del Lazio annulla il Daspo a Stefano Puzzer: non fu giustificato

'Anche la durata della misura risulta sprovvista di una valida giustificazione causale, non risultando ancorata ad una oggettiva esigenza di prevenzione'


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Il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento di Daspo urbano al leader dei Portuali Stefano Puzzer. Il provvedimento era stato emanato dalla Questura di Roma lo scorso novembre (qui l'articolo) dopo che Puzzer aveva posizionato un banchetto a Piazza del Popolo contro le restrizioni anti-Covid. Secondo la questura quella fu una manifestazione non autorizzata e così scattò il foglio di via per un anno.

Puzzer aveva presentato ricorso e oggi il Tar lo ha accolto.
Come riporta Tg Rai Friuli, per il Tar del Lazio 'l’Amministrazione non ha formalmente contestato tali risultanze, né ha indicato concrete e significative situazioni di pericolo derivanti dal comportamento del ricorrente, tali da poterne inferire un effettivo potenziale pericolo per la sicurezza pubblica, nelle circostanze di luogo e di tempo che costituiscono la motivazione sostanziale del provvedimento impugnato'.
'Né il provvedimento può legittimamente fondarsi sulle sole segnalazioni del ricorrente all’Autorità Giudiziaria - scrivono i giudici - ovvero sulla contestazione relativa all’organizzazione di una manifestazione non autorizzata, che, oltre a non essere state accertate in maniera definitiva, non possono da sole sorreggere la misura, in assenza di ulteriori e concreti elementi di fatto che fungano da indispensabili criteri di collegamento spazio-temporale tra le esigenze di prevenzione
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ed uno specifico territorio, con riferimento ad un delimitato periodo temporale di un anno'.
In assenza di tali elementi 'anche la durata della misura risulta sprovvista di una valida giustificazione causale, non risultando ancorata ad una oggettiva e percepibile esigenza di prevenzione della sicurezza urbana, e risultando pertanto insuscettibile di una reale valutazione in termini di congruità e proporzionalità della limitazione della libertà di circolazione sul territorio nazionale. Infine deve ritenersi poco pertinente anche la motivazione relativa all’esigenza di dislocare un massiccio presidio di sicurezza, che avrebbe distratto le forze di Polizia da altri obiettivi sensibili, in quanto tale affermazione non è risultata confermata dalla documentazione probatoria versata in atti, né appare di per sé idonea a dimostrare un effettivo turbamento della sicurezza pubblica, in assenza di documentati disordini' - chiude il Tar.

Il commento
'E' stato riconosciuto che io non ho commesso nessuna mossa illegale. E' una piccola vittoria di tutti, abbiamo recuperato un sassolino dei nostri diritti. Oggi è un granellino che bisogna mettersi in tasca per continuare a batterci per i nostri diritti' - ha detto Stefano Puzzer in una diretta su Facebook insieme alla giornalista di Rete4 Raffaella Regoli.
Foto Frizio
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