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Aou: ‘Visita va fatta dopo un anno’. Ma il referto parla chiaro: sei mesi

Aou: ‘Visita va fatta dopo un anno’. Ma il referto parla chiaro: sei mesi

Dal luglio 2022 sono passati 9 mesi e, nonostante le insistenti richieste del paziente modenese, nessuno si è fatto vivo


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'Si tratta, nel caso specifico, di un controllo previsto tra sei mesi e un anno, secondo quanto evidenziato dalla letteratura scientifica e le linee guida. Il paziente che deve eseguire una videodermatoscopia di controllo viene sempre inserito nel percorso di presa in carico e contattato dal CIP aziendale al momento della disponibilità dell’appuntamento'. Così l'azienda ospedaliera universitaria di Modena ha replicato ieri a quanto denunciato dal modenese Stefano Bellei relativamente ai ritardi nella visita di controllo da effettuare dopo due interventi per melanoma.



Ora, può anche essere vero che i controlli di videomicroscopia si facciano generalmente tra sei mesi e un anno come l'azienda ospedaliera afferma, ma davanti a questa affermazione lo stesso Bellei ha scritto nuovamente alla nostra redazione per specificare la sua situazione personale.
Ed ecco i documenti allegati.
Lo specialista, la dottoressa Alice Casari, che lo ha visitato il 18 luglio 2022 ha infatti rilasciato un referto chiaro. 'Raccomando videomicroscopia tra 6 mesi previa prenotazione Cip con ricetta allegata'. Questo è quello che raccomanda la dottoressa dopo aver visitato il paziente. Ogni altra osservazione sulla letteratura scientifica in genere evidentemente passa in secondo piano.
Eppure dal luglio 2022 sono passati 9 mesi e, nonostante le insistenti richieste del paziente modenese, nessuno si è fatto vivo e nemmeno ha consegnato le immagini dell'ultimo esame per consentire una visita di confronto a pagamento.
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Così stanno le cose. 'E' grave che l'azienda ospedaliera replichi a una mia denuncia smentendo la carta di uno specialista. A questo punto o mi è stato consegnato un referto sbagliato e allora siamo davanti a un problema evidente o l'azienda afferma cose non vere e non verificate. In entrambi i casi non ci siamo affatto. Non è questa la sanità pubblica che i cittadini che pagano una tassazione da record meritano' - chiude Bellei. 
g.leo.
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