“Dichiarazioni illogiche e infamanti”. E’ la replica del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli alle considerazioni sottoscritte da quattro parlamentari del Movimento 5 Stelle rispetto al ruolo di dirigente del settore Urbanistica che ricopre la dottoressa Maria Sergio nell’ente locale. “E’ evidente a tutti – aggiunge il sindaco – che non c’è alcuna relazione tra le vicende del processo Aemilia, dove la dottoressa Sergio è stata chiamata a deporre come persona informata dei fatti, e lo sviluppo del Piano urbanistico di Modena”.
“Trincerati dietro lo scudo dell'immunità, i parlamentari Cinque Stelle – continua Muzzarelli - esibiscono di nuovo la loro innovativa concezione della politica: la calunnia e il lancio del fango nel ventilatore. Per loro le insinuazioni di un pentito di mafia, (Antonio Valerio al processo Aemilia ha dichiarato che 'i Sergio erano famiglia di mafia' e ha chiamato Maria Sergio 'sindachessa') opposte a quelle di una settimana prima, sono oro colato e valgono più delle inchieste della Magistratura. La dottoressa Sergio e il marito, sindaco di Reggio Emilia, hanno già ripetutamente chiarito e documentato la vicenda della propria abitazione e non esistono atti giudiziari che sollevino problemi nei loro confronti in materia di N'drangheta.
Restano solo il cognome e il luogo di nascita di Maria Sergio, che per questi novelli Torquemada sono più che sufficienti per mandare alla gogna qualunque persona e qualunque amministrazione che non siano supine ai loro deliri. Noi non ci stiamo. Lo Stato di Diritto – conclude il sindaco di Modena - è una cosa seria e non può essere affidato a questi apprendisti stregoni”.


