Modena, l'esperimento sociale di Hera: discarica diffusa e sostenibile
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Modena, l'esperimento sociale di Hera: discarica diffusa e sostenibile

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Non basta teorizzare comportamenti virtuosi affinché si palesino. Il compito di chi amministra è prendere atto della realtà...


Modena, l'esperimento sociale di Hera: discarica diffusa e sostenibile
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Gentile Direttore,

la ringrazio, poiché dopo la mia segnalazione, Hera pulisce via Cesalpino di sua sponte senza che debba più chiamare il call-center con frequenza almeno trisettimanale. Ma, ovviamente, il problema è ben lontano dall’essere risolto in modo strutturale.
Ad ogni modo, a parte il silenzio dell’Amministrazione e le interviste propaganda della stampa locale, sono perplessa anche dalle ricette proposte dagli altri soggetti politici e non, intervenuti nel dibattito. C’è chi individua la causa del problema nel porta a porta, chi invoca una maggiore informazione o di potenziare lo spazzino di quartiere. Si ha l’impressione che molti partano da posizioni precostituite fornendo risposte parziali, senza darsi pena di analizzare davvero il problema per quello che è,  mentre i cittadini hanno le idee molto più chiare.
Leggo che l’assessora Filippi, ad esempio, in una recentissima assemblea avrebbe prospettato banchetti informativi per avvicinare i cittadini.

Forse non ha notato che buona parte dei conferimenti irregolari avviene di notte. Quale sarà il motivo? Sonnambulismo? Insonnia? Necessità di godere della pace notturna? Chissà.

Ancora aggiunge che sarà potenziato il servizio offerto dalla Guardia Ecologica Ambientale. Devo dire che in via Cesalpino i volontari della GEA sono venuti diverse volte. Ovviamente hanno fatto tutto ciò che hanno potuto ma, oggettivamente, in una situazione del genere, non possono fare molto.  Perciò ogni volta  hanno guardato il cumulo con aria affranta e con una certa intensità, ma, per quanto fosse intenso il loro sguardo, il cumulo è rimasto invariato.
Personalmente, come buona parte della cittadinanza,  continuo a pensare che l’origine del problema sia nel cassonetto smarty per l’indifferenziata e nel il suo funzionamento, per una serie di ragioni che vado a riassumere:
1- Diverse persone non hanno la carta smeraldo, il più delle volte perché non pagano la TARI.

Quindi lo chiedo di nuovo: Assessora Filippi, cosa avete pensato di fare in questi casi?
2- Il cassonetto Smarty è clamorosamente sbagliato per le dimensioni insufficienti del vano. Lo ammette implicitamente la stessa Hera in un video tutorial su YouTube, in cui un’addetta, nel mostrarne il funzionamento, raccomanda di non riempire troppo il sacchetto e utilizza per la dimostrazione un sacchetto quasi vuoto. Ovvio che questo favorisca gli abbandoni.
3- Per il motivo di cui sopra, si inceppa facilmente: se un sacchetto rimane incastrato nel vano, impedisce i conferimenti successivi. È pur vero che in questi casi è quasi sempre sufficiente azionare il pedale con una certa forza per risolvere il problema però, a questo punto, smettiamo di chiamarlo Smarty perché di smart ha davvero poco.
4- Il culmine dell’insensatezza viene raggiunto dal cassonetto degli sfalci: assicuro che riversare del fogliame da un contenitore rigido in un vano disposto in verticale, per giunta molto stretto, non è esattamente agevole.

Aggiungo che, per quanto trovi scomodo il porta a porta e l’intera gamma dei cassonetti smarty, mi sono adattata di buon grado (ci sono problemi più seri di questo) ma, non avendo perso del tutto il senso della realtà, so bene di non poter pretendere che tutti si comportino allo stesso modo.
C’è, infatti, anche chi afferma che basterebbe rispettare le regole per risolvere il problema: è verissimo ma purtroppo non basta teorizzare comportamenti virtuosi affinché si palesino. Il compito di chi amministra è prendere atto della realtà, anche mostrandosi in grado di mitigare gli effetti deleteri dei comportamenti incivili, non certo di incentivarli con politiche sbagliate. In particolar modo se non si è in grado di sanzionarli.

Tuttavia, qualche buona notizia c’è: la dottoressa Ferroli, responsabile dei servizi ambientali di Hera per Modena, in una recente intervista (l’ennesima intervista propaganda) ci fa sapere che bisogna gioire degli effetti non visibili di questo nuovo corso che sarebbero da individuare nell’incremento della differenziata. In buona sostanza, per quanto suoni incredibile, ci esorta a guardare oltre il cumulo.
Aggiunge anche che presto gli abbandoni diminuiranno (dice diminuiranno, non spariranno). Spero sinceramente che la sua previsione si avveri, anche se non ha spiegato come avverrà. È doveroso precisare, però, che l’intervistatore ha “dimenticato” di chiederglielo.

Comunque sia, voglio credere a quanto promesso dalla dottoressa Ferroli. Nel frattempo, godiamo di questo inedito esperimento socio-ambientale di discarica diffusa e sostenibile visto che, come ha giustamente sottolineato anche l’assessora Filippi, è associata ad un’alta percentuale di raccolta differenziata. Potremmo presto perdere tanta bellezza.

Adriana Cetro

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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