Buongiorno, temo sia così. La visione dell'Amministrazione era protesa verso la smart city ma ciò che è riuscita a realizzare è una città discarica. La foto allegata riguarda via Cesalpino e ritrae una situazione costante. Il motivo risiede anche nel fatto che diversi abitanti nella zona, forse perché non residenti, non pagano la Tari e quindi non hanno la tessera.
Quindi che si fa? Non era forse prevedibile? Davvero pensavano che questa fosse ancora la città degli anni '50 con una popolazione stabilmente residente? Poi ci sono gli incivili, ovviamente, quelli che, constatato che il loro sacchetto non entra nel minuscolo vano del cassonetto smarty (meglio ribattezzarlo cassonetto dumpy, a questo punto) lo lasciano semplicemente a terra. Ma anche questo era ampiamente prevedibile.
Oltretutto, se un sacchetto standard contiene 30 litri non puoi, per ovvie ragioni, fare un vano da 30 litri ma devi lasciare un pò di spazio in più. Si chiama tolleranza dimensionale ed è un concetto ben noto a tutti gli ingegneri (almeno così credevo). Da 4 mesi chiamo Hera per pulire (che vengono, devo dire) ma so bene che il fenomeno non rientrerà per i motivi di cui sopra. Ecco perché ho scritto tre volte all'assessora Filippi che non mi ha mai risposto. Ed è strano perché mi riferiscono che in un'intervista avrebbe invitato i cittadini a segnalare. Noi cittadini originari del Sud, conosciamo bene gli effetti nefasti generati dal mix di incompetenza e distacco dalla realtà presente in molte di quelle amministrazioni. Triste constatare che Modena, anziché progredire, si sia incamminata sulla stessa strada.
Adriana Cetro
Modena: altro che smart city, questa è una città discarica
Ho scritto tre volte all'assessora Filippi che non mi ha mai risposto...
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