Centodieci posti letto in meno negli ospedali della provincia di Modena entro il 31 dicembre 2016. E' questo quanto previsto da una delibera regionale che ha recepito il volere del decreto ministeriale 70 del 2015 del Governo Renzi che fissava a 3,7 letti per mille abitanti il tetto della disponibilità ospedaliera nelle regioni italiane. Il taglio (da 2556 posti letto a 2446 entro il 31 dicembre 2016) benedetto dalla Regione Emilia Romagna riguarda posti letto di day hospital: 53 negli ospedali Ausl (Baggiovara, Carpi, Mirandola, Pavullo e Vignola), 47 al Policlinico di Modena e dieci dell’ospedale di Sassuolo. Fra questi sono compresi i day hospital oncologici.
La notizia, nell'aria da tempo, è stata ufficializzata dalla Conferenza territoriale sanitaria nel dicembre scorso. Una decisione che al di là degli slogan di rito dimostra quanto Stato e Regione stiano decisamente tagliando sul fronte della sanità. Perchè non basta camuffare con la parola 'razionalizzazione' i tagli. I posti letto in meno sono oggettivi e su quelli non ci sono abbellimenti verbali che tengano. I malati non si accolgono con le promesse con i 'mantenuto' a casaccio, ma (anche) coi posti letto. E dal dicembre scorso ce ne sono 110 in meno.
Eppure..
Certo. Ma la realtà è un altro. Ed è talmente 'altra' che il taglio preoccupa anche il sindaco Giancarlo Muzzarelli che nelle vesti di presidente della Ctss dice ‘obbedisco’ al volere di Bonaccini e Renzi, ma esterna il suo malessere per la decisione e parla senza mezzi termini di 'ricadute negative sulla utenza', pur 'ammortizzate'.
'Ci adeguiamo - afferma Muzzarelli - prendendo atto di un provvedimento nazionale che dobbiamo applicare con la consapevolezza che, grazie alla riorganizzazione dei servizi e le modalità di applicazione decisa dalla Regione, le ricadute negative sull'utenza confidiamo saranno ammortizzate dalla qualità della rete sanitaria territoriale modenese'.
Una 'rete' che da oggi ha 110 buchi in più.


