Lo ha detto lo (scarso) guitto da quel di Kiev, ergo parole testuali,'Gli italiani capiscano, o ci aiutano a difenderci, o saranno costretti a combattere'.
Quello che è più inquietante, ergo (l'ex) amico del cuore (provax) a suo tempo obiettore di coscienza, ergo 'stop-alle armi', pacifista in ogni dove, 'la guerra fa schifo, ecc.ecc.', mi dice che se la 'società gli ordinerà (ha detto proprio così) di andare a combattere, sarà nostro dovere farlo'.
Ma vi ricordate quando 15 mesi fa ci avevano raccontato (la balla) che più armi invievamo a Kiev e più ci saremmo avvicinati al tavolo della pace? Vi ricordate 'o i condizionatori accesi o la pace' del vile affarista? Ecco, quindici mesi dopo invece ci troviamo di fronte ad una guerra che si è incancrenita, dove sicuramente ci sono gli ucraini che si battono per la loro terra, ma ci sono anche quelli che si battono fianco ai russi contro Kiev.
Io dico che oramai viviamo in uno stato di nevrastenia permanente in cui (fateci caso) un'escursione termica di appena quattro gradi, è sufficiente per far strillare al 'crollo termico', ergo mi hanno pure escluso il professore Rovelli dalla fiera del libro, perché le sue posizioni pacifiste sull'Ucraina sono state giudicate 'controverse' o 'filoputiniste' (salvo forse ritrattare): in quest'epoca di pazzi ci mancavano solo gli idioti del terrore (minima immoralia, minima immoralia...).
Paride Puglia


