Gli investimenti tematici hanno cominciato a riscuotere un buon successo commerciale una ventina di anni fa, con i fondi sull’uso responsabile dell’acqua. Oggi sono diventati una parte importante sia dell’offerta di molti asset manager che dei portafogli di molti investitori. Queste strategie di investimento sono offerte sia in versioni attive che passive, con queste ultime in costante crescita e che costituiscono circa il 14% dell’offerta in Europa, secondo il rapporto di WisdomTree su dati Morningstar. Il totale degli investimenti tematici in veicoli europei è pari a circa 280 miliardi di euro a maggio 2024.
Per investimento tematico si intende una strategia di investimento che sfrutta le opportunità di crescita delle aziende operanti nei settori in cui sono in corso cambiamenti strutturali destinati a modificare gli stili di vita o le modalità di consumo nella società. Ad esempio, internet, cambiamento climatico, invecchiamento della popolazione, sicurezza informatica, ecc. Gli investimenti tematici si differenziano dagli investimenti settoriali perché solitamente sono rivolti solo a una parte limitata di aziende dello stesso settore, oppure perché interessano aziende appartenenti a diversi settori. Per sua natura, ogni cambiamento strutturale parte come un’idea innovativa, ma con poche applicazioni commerciali che producono utili, per poi evolvere, se ha successo, in qualcosa che diventa di uso comune (come ad es. la telefonia cellulare o internet). Dopo la fase di maturità, spesso si possono aprire nuove fasi per segmenti specializzati che discendono da quello originario (es. cloud computing, gaming ed entertainment, ecc.).
A fronte di un’offerta molto articolata, spesso di prodotti con nomi accattivanti, esiste il rischio di non essere in grado di costruire un portafoglio organico e adeguato alle proprie esigenze. Per questo è necessario definire una classificazione ragionata dell’offerta, che però, come spesso accade in finanza, non ha uno standard riconosciuto vista la complessità e l’eterogeneità dell’offerta.
Una classificazione che sembra avere un certo riconoscimento è quella di WisdomTree, una società di ETF che ha anche un’ampia gamma di strategie tematiche. Partendo dai report prodotti da diversi organismi internazionali e da società di ricerca, i numerosi megatrend identificati sono stati classificati in quattro macroaree di cambiamento: tecnologia, demografia, ambiente e geopolitica. Ogni area è poi suddivisa a sua volta in alcuni temi più specifici (35 temi di dettaglio).
L’area della tecnologia è quella più facilmente identificabile e si suddivide in tecnologie innovative (es. intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologie) e digitalizzazione e interconnettività (es. cloud computing, cybersicurezza, fintech).
Lo studio di WisdomTree evidenzia anche un aspetto molto importante, ovvero la dispersione molto elevata dei rendimenti, non solo tra i 35 megatrend di dettaglio, ma anche all’interno del singolo megatrend.
questo possono avere posizioni concentrate, in aziende a minore capitalizzazione e con una storia piuttosto limitata, ma di forte crescita. Altri gestori, specialmente quelli con i fondi di maggiori dimensioni, hanno definizioni che consentono maggiori gradi di libertà e si orientano su società a maggiore capitalizzazione e più mature.
Una seconda classificazione che tenta di mettere ordine tra i megatrend è quella di Morningstar che identifica i macro-temi della tecnologia, del mondo fisico (risorse naturali ed energia), dei temi sociali e geopolitici, oltre alle strategie multi-tematiche. Ogni tema è a sua volta suddiviso in una classificazione di dettaglio, con un livello intermedio di circa 30 categorie, e un ulteriore livello di dettaglio molto specifico di un centinaio di megatrend.
Per i motivi che abbiamo evidenziato, è quindi difficile per gli investitori orientarsi nell’offerta delle strategie tematiche. C’è il rischio di lasciarsi affascinare dal tema del momento e di costruire un portafoglio senza una logica generale. Oppure di indirizzarsi verso strategie tematiche più ampie o su più temi, che possono diluire le opportunità di crescita e tendere ad assomigliare a strategie tradizionali. Vista l’importanza di questo tipo di strategie nell’offerta delle società di gestione, anche questo è uno degli spazi in cui è possibile fornire una consulenza di qualità, utilizzando le risorse di analisi a disposizione dei consulenti.
Gabriele Montalbetti
Portfolio Manager Consultinvest Asset Management SGR SpA
Ufficio Studi

