Corrado nacque a Piacenza nel 1290 circa. La sua vita alla santità comincia con un incendio doloso: durante una battuta di caccia il giovane Corrado, per stanare le prede, fa incendiare cespugli e piante, il fuoco però si allarga e distrugge coltivazioni e carbonizza case.
Il Beato allora si presenta ai giudici e paga ogni danno alla gente rovinata dell'incendio. Ridotto in miseria, Corrado nel 1315 entra nella Comunità del Terz'Ordine Regolare di San Francesco a Calendasco vicino a Piacenza. Dopo alcuni anni esce dalla comunità per intraprendere la sua vera vocazione, quella di eremita. Si reca prima in Terrasanta e al ritorno si ferma in Sicilia e raggiunge Noto, l'antica città siculo-ellenica.
Qui Corrado fa amicizia con l'eremita francescano Guglielmo Buccheri, che però più tardi si trasferisce a Scicli. Il Beato invece rimane a Noto e vive la piena solitudine che ha sempre desiderato: vengono nel suo eremo devoti a chiedere consiglio, ma anche mascalzoni che lo deridono. Corrado però, pieno di carità, offre pani caldi, che fa prodigiosamente comparire, anche ai suoi nemici. Il Beato eremita si trasferisce e sceglie il suo eremo fuori città in una delle grotte dei Monti Pizzoni e non lo abbandonerà più, se non per andare dall'amico Guglielmo a Sicli, oppure nella città di Noto dal suo Confessore.
Proprio al suo direttore spirituale il 17 febbraio 1351 confida che dopo due giorni sarebbe morto nelle grotte e lo prega di recarsi da lui, in quel giorno, per prepararlo alla sua dipartita. La previsione di Corrado si avvera e muore nell'eremo intorno al quale bel XX secolo sorgerà un istituto per orfani dell'Opera di Don Orione. Il terremoto del 1693 ha risparmiato i resti mortali del Beato sepolti nella chiesa di San Nicolò. Essi si trovano ora nel duomo, nella città di Noto ricostruita e che ha Corrado come Patrono principale. Nel 1544 il suo culto si estenderà in tutta la Sicilia.
Buon onomastico a chi si chiama Corrado.


