All'epoca, l'imperatore Settimo Severo odiava i Cristiani; il suo odio raggiunse anche quella piccola comunità. Un giorno si presentarono, al gruppo di giovani alcuni messi del procuratore e li arrestarono. Perpetua, Felicita, Revocato, Saturnino e Secondulo furono condotti in carcere.
Più tardi, li raggiunse anche il Catechista Saturo che volle condividere la dura sorte dei suoi amici.
Perpetua soffriva di non poter vedere il figlio; il padre riuscì a corrompere le guardie e farle avere in carcere il bambino. Felicita, da parte sua, viveva la sua gravidanza con grande angoscia: la legge romana vietava che le donne incinte fossero condannate a morte. Felicita temeva di essere lasciata sola; questo pensiero la sgomentava più del martirio.
Perpetua annotava in un diario lo scandire delle giornate di prigionia. Questi scritti ci sono stati tramandati come 'La passione delle Sante Perpetua e Felicita'. Intanto il procuratore Iraliano condannò il gruppo dei giovani cristiani alla morte. Una notte, 2 mesi prima della data prevista, Felicita partorì una bambina. La gioia della due amiche fu grande, ma i bimbi sarebbero cresciuti senza la mamma: affidati alla famiglia di Perpetua furono amati in terra e le mamme non smisero poi di amarli dal cielo.
La sera fissata per il martirio, il gruppo dei giovani, la visse con serenità: li sorreggeva la certezza che Dio li attendeva. Nel Martirio furono prima gli uomini ad affrontare le belve e poi toccò a Perpetua e Felicita.
La Passione delle Sante Perpetua e Felicita si diffuse in tutto il mondo: ancora oggi le due amiche sono unite nella devozione popolare. Sono state due ragazze come tante altre che avevano conosciuto i sogni, l'amore e la gioia della maternità e della amicizia. L'amore, che avevano per il Signore, le ha poi consegnate alla storia come due eroine.
Buon onomastico a chi si chiama Perpetua e Felicita.

