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Il sacrificio di San Paolo Miki

Il sacrificio di San Paolo Miki

San Paolo Miki è il primo giapponese accolto nell'Ordine dei Gesuiti


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Oggi, 6 febbraio si festeggia San Paolo Miki e compagni. San Paolo Miki è il primo giapponese accolto nell'Ordine dei Gesuiti. Il Santo nacque a Kyoto (Giappone) nel 1556.
La sua famiglia era benestante, ma egli scelse di entrare in un collegio della Compagnia di Gesù.
Diventò un esperto di religiosità orientale, cosicché venne destinato alla predicazione, che prevedeva il dialogo con dotti buddisti. In questo suo compito, Paolo riuscì bene e ottenne molte conversioni dovute anche ai suoi sentimenti affettuosi verso il prossimo.

Il Cristianesimo era entrato in Giappone nel 1549 con San Francesco Saverio. I missionari cristiani erano perciò bene accolti dalla gente e dallo stato. Anche Paolo Miki vive anni fecondi di apostolato percorrendo il paese nipponico.

Con l'avvento al governo di Hideyoshi si capovolge però la politica verso i cristiani: il timore che il cristianesimo minacci l'unità nazionale del Giappone porta una prima persecuzione, che coinvolge Paolo Miki. Arrestato  nel 1596 si ritrovò in carcere con 17 giapponesi terziari di San Francesco, 6 missionari Francescani e 3 Gesuiti. Insieme a tutti loro Paolo venne condannato e crocefisso presso Nagasaki.
Prima di morire perdonò i suoi carnefici e invitò tutti a seguire la fede di Cristo.
Nel 1862 Papa Pio lX lo proclamerà Santo.

A Verona, leggendo il racconto del supplizio del Martire Paolo Miki è Compagni, Daniele Comboni trovò la spinta alla vita missionaria, alla quale dedicherà vita e morte tre secoli dopo il Martire Santo Paolo Miki.
Buon onomastico a chi si chiama Paolo o Amilcare.

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