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Elezioni, ora è impossibile dimenticare chi volle l'orrore green pass

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La sacrosanta esigenza di perdonare, di passare oltre non c'entra nulla. Tutto questo è impossibile da dimenticare perchè può ritornare


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Sembrano passati anni, ma in realtà sono trascorsi pochissimi mesi da quando la politica italiana e l'intero emiciclo parlamentare (salve alcune rarissime eccezioni a partire da Sara Cunial) approvò la norma del Green Pass. Una legge che nella sua ferocia e nel suo orrore resta un unicum italiano nel panorama europeo e mondiale.
Sono passati pochissimi mesi da quando il Parlamento italiano, sulla spinta dell'Esecutivo a traino Draghi-Speranza, ha varato un passaporto sanitario che ha impedito alle persone con più di 50 anni, che non avevano aderito al trattamento sanitario, di andare a lavorare. Che ha cacciato dai luoghi di lavoro insegnanti, medici, forze dell'ordine che - per un motivo o per l'altro - avevano deciso di non completare il ciclo vaccinale. Che ha discriminato ragazzini di 12 anni i cui genitori avevano fatto una scelta difficile a nome loro, impedendo a questi bambini di fare sport e salire sul bus.
Una norma che ha creato la categoria dei 'no vax' inserendo in tale categoria anche persone con il doppio vaccino, ma che - magari per una reazione avversa non riconosciuta - avevano rifiutato la terza dose.

Questo è accaduto nel nostro Paese. E' accaduto che queste persone etichettate con la lettera scarlatta dei 'no vax' venissero umiliate e derise nei peggiori dei modi. «Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo» disse Giuliano Cazzola, «Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti» disse la deputato Alessia Morani, «Vagoni separati per non vaccinati» disse l'assessore regionale emiliano-romagnolo Mauro Felicori, «Il green pass ha questo obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli di non influenza sulla velocità di circolazione del virus» disse il ministro Brunetta. Fino ad arrivare al colpo di genio indimenticabile di Mario Draghi per il quale «gli inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire e a far morire» o al famoso «il vaccino è libertà» ripetuto come un mantra dal segretario nazionale Pd Enrico Letta (video sopra).

Ora tutto questo è impossibile da dimenticare. La sacrosanta esigenza di perdonare, di passare oltre non c'entra nulla. Tutto questo è impossibile da dimenticare perchè può ritornare. Può ritornare anche se i contagi, nonostante una campagna vaccinale applicata in modo pressochè totale, sono esplosi d'estate. Nonostante i dati del Covid oggi siano peggiori di un anno fa, prima dell'avvio della campagna stessa. Questo orrore può tornare perchè non ha nulla a che vedere con una misura sanitaria, ma perchè ha a che vedere con la strategia della 'costruzione del nemico', una tentazione quasi demoniaca insita nell'animo umano e che fiorisce nella logica dei gruppi. Del branco.
Ed è per questo che tra due mesi, quando gli italiani saranno chiamati a esprimere il proprio voto, nella urna tutto quello che è successo avrà un peso. Indipendentemente dalle scelte vaccinali di ciascuno, ma avrà un peso nell'animo di chi, pochi o tanti che siano, ha riconosciuto quell'orrore. E lo vuole scongiurare. Democraticamente.
Giuseppe Leonelli



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