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A cosa serve l'arieggiatore e qual è il modello migliore

A cosa serve l'arieggiatore e qual è il modello migliore

Con un arieggiatore dalle caratteristiche professionali, è possibile infatti liberare il prato da tutte quelle impurità che inibiscono la crescita dell'erba


3 minuti di lettura

Arieggiare un prato è un’operazione molto importante, che non deve essere confusa con la rasatura, in quanto si tratta di due attività completamente diverse. L’arieggiatura del prato è necessaria per mantenere il proprio spazio verde in perfetta salute, sempre ben pulito, permettendogli di svilupparsi correttamente e di restare a lungo rigoglioso e verdeggiante. Con un arieggiatore dalle caratteristiche professionali, è possibile infatti liberare il prato da tutte quelle impurità che inibiscono la crescita dell’erba: grovigli di erba infeltrita e secca, terriccio, foglie, rametti, sassolini e tutto quanto si accumula di solito a ridosso del terreno, e non può essere eliminato neanche con il taglio dell’erba.
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Perché è importante arieggiare periodicamente il prato

Come abbiamo detto, l’arieggiatura è quell’operazione che permette di ripulire alla perfezione il prato da rifiuti e impurità che tendono ad accumularsi sul terreno, alla base dell’erba.
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Infatti, nel corso del tempo, lo strato inferiore del prato si copre di erba infeltrita, residui di sfacci e altri rifiuti che inibiscono la crescita, oltre ad impedire il passaggio della luce, dell’acqua e delle sostanze nutrienti.
Questo significa che un’arieggiatura corretta e regolare permette al prato di nutrirsi e di ricevere una giusta idratazione, sviluppandosi regolarmente e conservando a lungo un perfetto stato. Generalmente, l’arieggiatura del prato deve essere effettuata un paio di volte all’anno, nei periodi in cui la temperatura è mite, di solito verso la fine dell’inverno e prima dell’autunno inoltrato. La frequenza e il periodo possono comunque variare in base alla località, alle condizioni climatiche e al tipo di prato.
Per ottenere il risultato migliore dall’arieggiatura, l’erba non deve essere troppo alta, di solito intorno ai tre centimetri, e l’attrezzo deve essere passato sul prato due volte in direzioni opposte, per avere la sicurezza di eliminare tutto lo strato di erba infeltrita e di avere ripulito perfettamente il terreno da ogni genere di impurità.
Inoltre, l’arieggiatore riesce a penetrare leggermente nel terreno, eliminando anche l’eventuale strato di muschio che talvolta si crea e che impedisce ai fertilizzanti di raggiungere le radici del prato.


Cosa fare con i residui dell’arieggiatura

L’arieggiatore rimuove feltro, muschio, terriccio e altri rifiuti che coprono lo strato inferiore del prato, che vengono lasciati sul terreno.
Per rimuoverli, si può procedere manualmente, con un semplice rastrello, oppure raccogliere tutto durante l’uso del rasaerba.
Alcuni modelli più sofisticati sono inoltre dotati di sacco di raccolta, e provvedono ad aspirare e raccogliere direttamente i rifiuti durante il lavoro, al fine di permetterne un facile smaltimento oppure il riutilizzo nelle operazioni di compostaggio per la preparazione di un concime naturale.
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