È di oltre 100 morti e quasi 4000 feriti il bilancio (provvisorio) delle due fortissime esplosioni avvenute ieri pomeriggio a Beirut, la capitale del Libano, nella zona del porto. Stando alle ricostruzioni, a causare le deflagrazioni è stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave.
Il ministro dell’Interno del Libano, Mohamed Fehmi, ha dichiarato ai giornalisti che una delle due esplosioni verificatesi a Beirut, quella al porto, sarebbe stata causata “dal nitrato di ammonio, immagazzinato in grande quantità”. Le dichiarazioni confermerebbero le notizie che circolano sui social network circa la formazione di una nube tossica, riconducibile a una sostanza chimica, segnalata dai residenti di Beirut.
Tra i feriti c’è anche un militare italiano, Roberto Caldarulo, del battaglione Gestione Transiti (RSOM) di Bari. È rimasto lievemente ferito. È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute.


