Anna Nadotti, traduttrice e critica letteraria, tiene a specificare durante il suo intervento al Memoria Festival di Mirandola e nella breve intervista a margine, tiene subito a specificare che non è una questione di nazionalità, ovvero di un siamo italiani e quindi dobbiamo usare termini italiani, ma di significato: 'Oggi usiamo l'inglese per pigrizia, per mancanza di pensiero, ma questo non ci permette spesso di farci capire bene. L'inglese, di cui oggi si fa uso nei media, è in gran parte manipolatorio, perché ci sono delle parole dei concetti che rimangono scuri a tante persone che l'inglese non lo sanno. Non sanno che cosa vuol dire e quindi ciò porta ad una alterazione della comunicazione, si impedisce la consapevolezza'. Un esempio più che mai attuale, l'uso della parola Green Pass. 'Chiamamolo certificato verde. Io per venire qui ho percorso una autostrada, non una highway. Le parole devono essere fatte capire e quando noi utilizziamo l'inglese ciò non avviene perché capire una parola significa porre in condizione le persone di discutere con quelle parole, di esprimerne e capirne il pieno significato, e ciò è molto difficile che avvenga in una lingua che non sia nel caso dell'Italia, l'Italiano. E lo dico anche per me che parlo quattro lingue. La responsabilità della chiarezza nella comunicazione è molto grande e dovrebbe coinvolgere tutti. Lo ripeto, non dobbiamo parlare italiano perché siamo italiani, ma perché dobbiamo farci capire, perché dobbiamo esprimere il significato delle parole. Lo faccio di mestiere, come traduttrice, ma lo faccio come cittadina'
Gi.Ga.
Green Pass? Per chiarezza, chiamiamolo in italiano, certificato verde
Anna Nadotti, traduttrice, spiega nel corso del Memoria Festival di Mirandola l'importanza dell'uso della propria lingua: 'L'uso massiccio dell'inglese nei media diventa manipolatorio'
Anna Nadotti, traduttrice, spiega nel corso del Memoria Festival di Mirandola l'importanza dell'uso della propria lingua: 'L'uso massiccio dell'inglese nei media diventa manipolatorio'
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