Il target è stato definito dal ministero della Salute in base all'attuale epidemiologia dell'infezione, quindi per ora ci concentriamo su questa popolazione. Al momento stiamo valutando tra i nostri utenti PrEP (profilassi pre-esposizione, ndr) e pazienti con Hiv quelli con più alto rischio e li stiamo convocando personalmente'.
Proprio aver individuato questa categoria di persone come prioritaria per il vaiolo delle scimmie ha sollevato nei giorni scorsi alcune polemiche. Ma Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di salute pubblica dell'Ausl di Bologna, getta acqua sul fuoco. 'Quando si tratta di salute non c'è stigma- afferma- c'è un fatto, che è curare le persone che hanno una malattia. Possono essere chiunque. Questa non è una malattia che colpisce una categoria e basta, può colpire tutti. In questo momento si sta concentrando su un sotto-gruppo di popolazione e la nostra paura è che questa malattia si possa diffondere anche alla popolazione in generale. Quindi non c'è stigma quando c'è malattia. E' una malattia e va curata'.
In Emilia-Romagna i casi di vaiolo delle scimmie 'stanno crescendo nel tempo', continua Pandolfi. A livello regionale sono stati osservati finora 67 casi, 'tutti maschi tranne una donna', spiega il dirigente Ausl, mentre a Bologna in particolare 'sono 30 i casi, tutti maschi, con un'età media di 38 anni. Quindi sono persone giovani che rientrano nei fattori di rischio' indicati dal Ministero, spiega Pandolfi.
Il vaiolo delle scimmie si presenta 'con alcuni segnali sulla pelle, come vescicole pruriginose- continua l'epidemiologo dell'Ausl- può dare anche malessere generale, dolori e un po' di febbre'.
Ai soggetti a rischio è prevista la somministrazione di due dosi di vaccino, solo a persone maggiorenni, con un intervallo di almeno 28 giorni e tra la prima e la seconda. Per le persone già vaccinate in precedenza contro il vaiolo, invece, basta una sola dose. Al momento le aziende sanitarie individuate per effettuare le vaccinazioni sono quelle di Parma, Modena, Bologna e Romagna e saranno le stesse Ausl a definire il luogo di somministrazione. A livello territoriale, le 600 dosi sono così distribuite: 60 dosi alle Ausl di Piacenza e Parma; 100 dosi alle Ausl di Reggio Emilia e Modena; 280 dosi alle Ausl di Bologna, Imola e Ferrara, più 20 per gli operatori di laboratorio; 80 all'Ausl Romagna più 60 per gli operatori di laboratori.


