Omnispower
La Pressa redazione@lapressa.it Notizie su Modena e Provincia
Logo LaPressa.it
Facebook Twitter Youtube Linkedin Instagram Telegram
Omnispower
rubrichePressa Tube

Discarica Valsamoggia, assurdo definire 'non pericolosi' quei rifiuti'

La Pressa
Logo LaPressa.it

L'Associazione Rio d'Orzo Vive torna sul tema fornendo qualche dettaglio sulla discarica che si vorrebbe realizzare nella valle del Rio Vulpazza


Guarda i nostri video in anteprima, Iscriviti al nostro canale YouTube !
In attesa che ci sia qualche aggiornamento dal procedimento in corso che sta analizzando la richiesta di aprire una discarica da parte di Unirecuperi (gruppo IREN) l’Associazione Rio d’Orzo Vive torna sul tema fornendo qualche dettaglio sulla discarica che si vorrebbe realizzare nella valle del Rio Vulpazza.

“Vorremmo dare qualche informazione su questa discarica che è stata definita una “disgrazia” per tutto il territorio circostante. Iniziamo dal titolo della richiesta: “Realizzazione di un Parco Tecnologico per la gestione dei rifiuti contenenti amianto”. Il titolo è evidentemente “voluto” e la parola discarica compare solo nei documenti mascherata da quel titolo accattivante - afferma l'associazione -. Nella realtà, ampiamente descritta nei documenti, il trattamento “tecnologico” sarebbe effettuato per meno dell’1% dell’amianto previsto in discarica e per solo 2 anni. Il resto dell’amianto verrebbe semplicemente ammassato insieme ad altri materiali, secondo noi altrettanto pericolosi, tutti abbarbicati a un calanco fino all’altezza di 65 metri.

Non siamo esperti, possiamo sbagliare, ma il sapere che sono morte tante persone a causa dell'amianto inalato non ci lascia certo tranquilli, e ci fa pensare che una discarica dove si vorrebbe seppellire dell'amianto si dovrebbe classificare come pericolosa. Se l’amianto è allo stato friabile, le fibre di amianto sono infatti libere o debolmente legate, ed esse sono talmente sottili da poter rimanere in sospensione nell’aria anche a lungo e risultare facilmente inalabili. E l’eternit, allo stato friabile, come appunto è quello contenuto nelle macerie, in quanto tale, contiene concentrazioni di amianto superiori allo 0,1%'. Eppure la discarica è definita come “Discarica per rifiuti speciali non pericolosi”. Questo “non”, riduce ampiamente i vincoli che sarebbero previsti in caso di discarica di rifiuti pericolosi, ma la lettura della documentazione presentata, secondo noi, smentisce completamente questa affermazione.

Ma non basta, nella discarica i materiali contenenti amianto (RCA) sono solo 1/3 del totale. Il resto viene dichiarato che sarebbero principalmente scorie di incenerimento e fanghi industriali e nei documenti viene richiesta una deroga per alcuni materiali come da tabella'.

'L’asterisco nel codice Cer significa pericoloso, come anche la descrizione in tabella. Secondo noi nella definizione quel “non” è assolutamente da togliere - continua l'associazione -. Tutti i ragionamenti sulla collocazione di questo impianto devono essere per una “discarica per rifiuti speciali pericolosi” che non può essere: vicina ad abitazioni, dove c’è ricarica delle falde acquifere, in un calanco instabile e friabile. E in effetti il problema preminente di questa discarica sia nella versione proposta dall'azienda proponente, cioè includente quasi 200 codici Cer, ivi inclusi rifiuti pericolosi, sia in una eventuale versione rivista e più limitata, resta l'estrema vicinanza ai centri abitati (video in alto): 400 metri per il Borgo di via Barche, poco più di 1 chilometro per il centro abitato che costeggia via Rio d'Orzo, tema questo che sarà giustamente riproposto ad ogni passo successivo della Conferenza dei servizi. Eludere questo tema significa girare attorno al problema nella speranza che le speculazioni tecniche riescano, prima o poi, a convincere i decisori della congruità del progetto'.


Paypal
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.


Redazione La Pressa
Redazione La Pressa

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli.Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, s..   Continua >>


 
 
 
 


Pressa Tube - Articoli Recenti
'Caro carburante, discorso premier: ..
Cinzia Franchini (Ruote Libere): 'Per questi imprenditori, spesso monoveicolari, la prima ..
11 Gennaio 2023 - 14:51
Benzina alle stelle, Meloni: 'Via ..
'Invece di spalmare 10 miliardi abbiamo deciso di concentrare le risorse su chi ne aveva ..
11 Gennaio 2023 - 12:36
Criminalità e grandi opere: patto ..
Sottoscritta stamane l'intesa che consentirà un capillare monitoraggio degli iter che ..
10 Gennaio 2023 - 19:09
Tensione all'R-Nord: uomo alterato ..
In tarda mattina. La vigilanza ha tentato di fare desistere e allontanare l'uomo. Fino alla ..
10 Gennaio 2023 - 18:45
Pressa Tube - Articoli più letti
Esplodono i contagi: è il fallimento..
Si continua viceversa la caccia al no-vax (il quale per ora continua a non infrangere alcuna..
29 Dicembre 2021 - 12:03
No al green pass, lavoratori uniti: ..
'L'articolo 1 della Costituzione oggi viene superato da un decreto che subordina il diritto ..
01 Ottobre 2021 - 21:13
'Green Pass, traditi da Stato e ..
I lavoratori di CNH senza Green Pass, a cui è negata la mensa, hanno ricevuto la ..
23 Settembre 2021 - 13:17
'Non tornerò al lavoro finchè sarà..
La testimonianza di Maria Sole Lanè, referente del gruppo 'La gente come noi' Emilia ..
24 Marzo 2022 - 12:08