E green l’elettrodomestico nuovo, che magari consumerà meno acqua… ma che durerà meno di un criceto con l’asma. O no? La verità è che il 'green' non è mai stato un valore, ma un’estetica dell’inganno, ergo un modo (fraudolento) per farti consumare con la coscienza pulita. Perchè in verità, in verità vi dico che il 'sistema' non vuole che tu ripari, appunto, non vuole che tu mantenga, non vuole che tu tramandi: vuole che tu butti, compra, butta, ricompra... ma stavolta col 'bollino verde', così ti senti anche virtuoso.
No, signori miei, la mia lavastoviglie era davvero eco-sostenibile, perché non moriva mai, o meglio: moriva lentamente, con dignità, come un contadino veneto del dopoguerra: e, a veder bene, non v'è niente di più sovversivo oggi di un oggetto che rifiuta di 'morire per contratto'. Dicono che la nuova economia si chiama 'circolare', ma francamente a me pare una spirale che ti risucchia, ti frulla, ti fa credere di salvare il mondo mentre, in realtà lo affoghi nel 'compostabile'. E quindi sì, signori miei, oggi brindo alla mia lavastoviglie Philips 684 del 1990, brindo a mia moglie che la curava con aceto e attenzione, brindo all’omino meccanico col grembiule unto che la rimetteva in piedi con un cacciavite, non con una app.
E permettetemi di mandare un sonoro “vaffa” al green di marketing, al capitalismo in foglia di fico e a tutto ciò che si vende come futuro: ma che in realtà dura meno di un governo italiano e inquina. E una risata mi seppellirà.
Paride Puglia


