A Carpi hanno finalmente capito che per cacciare un fantasma non serve l'esorcista: basta un timbro comunale! Dopo oltre un secolo di 'onorata' residenza cartacea, ebbene sì, Benito Mussolini è stato ufficialmente sfrattato: fine della pacchia, niente più cittadinanza, niente più domicilio coatto tra i tortellini e il PD! E mentre a Carpi si festeggia la pulizia del registro, a Roma il vecchio vignettista si immagina che si pianga sugli scranni di Palazzo Chigi, ergo la madre cristiana che sospira fissando il vuoto, mormorando tra un decreto e l'altro che 'in fondo Benito era un bravo politico': certo, un genio, così bravo che è riuscito a farsi revocare la cittadinanza pure dall'Aldilà! Intanto, dalle parti del Senato, pare che 'Gnazio stia già preparando la camera ardente per il suo busto preferito: infatti lo vediamo lì, a lucidare la mascella di bronzo col bicarbonato, sussurrando: 'Non ti preoccupare, zio, se a Carpi non ti vogliono più, c'è sempre posto sulla mia mensola tra un cimelio della Decima e un calendario del Ventennio!'. Ma la verità è un'altra, ed è scritta nel cielo (o meglio, sotto terra): se non sei più cittadino di Carpi, per la burocrazia celeste sei un clandestino, o no? E si sa, a questa destra i clandestini non piacciono mica tanto! Quindi, caro Benny, prepara le valigie di cartone: Dio ti ha dato il foglio di via e giù, ad attenderti, non c'è il balcone di Piazza Venezia, ma un focolare eterno che non vede l'ora di riabbracciare il suo 'bravo politico'.
Paride Puglia


