La cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini è palesemente incompatibile con la nostra Carta Costituzionale, fondata sui valori di uguaglianza, solidarietà e libertà. La dignità sociale di ogni cittadino, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione o opinione politica, è il pilastro della nostra Repubblica e non può convivere con i simboli di un regime che quei diritti ha calpestato.
L’auspicio era che questa mozione trovasse l’unanimità dei consensi. Sarebbe stato un segnale fondamentale per i giovani che, come noi, si impegnano in politica: è giunto il momento di superare ogni contrapposizione e strumentalizzazione ideologica legata a un passato che è storia e non va dimenticato, ma che deve essere definitivamente superato per permettere un confronto politico rivolto esclusivamente al futuro.
Mantenere Benito Mussolini nei registri dei cittadini onorari rappresenterebbe un insulto alla memoria di tutte le vittime del regime: non solo gli ebrei colpiti dalle infami leggi razziali, ma anche tutti coloro che subirono persecuzioni, carcerazioni, deportazioni e uccisioni per essersi opposti alla dittatura. È un atto di rispetto dovuto non solo a chi non c’è più, ma anche ai sopravvissuti, ai loro figli e ai nipoti che vivono tra noi.
La città di Carpi, forse più di ogni altro comune in
Italia, custodisce luoghi che testimoniano quotidianamente le atrocità di cui Mussolini e il suo regime furono complici, primo fra tutti il Campo di Fossoli.Esprimiamo stupore per il clamore generato dalla nostra mozione: il giudizio negativo sul fascismo non è patrimonio esclusivo di una singola parte politica. Forza Italia è orgogliosamente erede di quelle forze democratiche e liberali che hanno combattuto il fascismo. La Resistenza fu un movimento corale che vide protagonisti socialisti, comunisti, anarchici, repubblicani, azionisti, liberali e cattolici, i quali, insieme agli Alleati, liberarono l’Italia dall’oppressione.
A chi sostiene che quanto accaduto 102 anni fa non interessi più a nessuno, rispondiamo che la memoria è l’unico anticorpo affinché simili orrori non si ripetano, specialmente in un contesto internazionale oggi così instabile. Revocare una cittadinanza non significa 'cancellare la storia' — che continuerà a essere studiata correttamente nei libri — ma compiere una scelta di campo etica e politica. Il consenso ottenuto dal fascismo non fu libera adesione, ma il risultato sistematico dell'eliminazione degli oppositori e della violenza contro il dissenso.
Infine, una riflessione di coerenza: questo Consiglio ha conferito all’unanimità la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Riteniamo profondamente contraddittorio, oltre che grave, che tale riconoscimento debba convivere con quello ancora attribuito a chi di quelle sofferenze fu l'artefice.
Michele De Rosa - capogruppo Forza Italia Carpi
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