'Quello approvato è il risultato di un lavoro lungo e condiviso tra 21 amministrazioni dei Comuni soci, che in questi mesi hanno saputo confrontarsi con serietà e spirito unitario. Anche in assenza di un Patto formalmente costituito, i Comuni soci si sono già mossi come una maggioranza pubblica coesa, assumendo decisioni in modo trasparente e coordinato. Questo documento rafforza ulteriormente la capacità di fare sintesi e di esercitare insieme un ruolo di indirizzo sulla società. Fondamentale è stato anche il contributo arrivato dalla commissione consiliare del nostro ente. Le osservazioni e le proposte emerse durante il confronto sono state portate all’attenzione degli altri Comuni e hanno contribuito a migliorare il testo finale. È un segnale importante di lavoro istituzionale condiviso'. Così il sindaco di Carpi Riccardo Righi sul Patto di sindacato su Aimag del quale ha dato conto stamattina La Pressa.
La delibera, presentata ieri a Carpi, ha ottenuto il voto favorevole del sindaco, Partito Democratico, AVS - Alleanza Verdi e Sinistra, e della consigliera Anna Freschetti di Carpi a Colori; l'astensione di Forza Italia e del consigliere Giorgio Verrini di Carpi a Colori, mentre Fratelli d'Italia e Lega Carpi non hanno partecipato al voto.
Contrario il voto della consigliera Monica Medici di Carpi Civica.Tra le altre cose il Patto prevede che tutti i soci pubblici aderenti vincolino in sindacato di voto le azioni possedute e quelle eventualmente acquisite in futuro. Le decisioni vengono assunte all’interno della Direzione del Patto, composta dai sindaci o da loro delegati, che partecipano a titolo gratuito. Una volta approvate, le decisioni diventano vincolanti per tutti i soci aderenti, che sono tenuti a esprimere in assemblea il voto concordato. Perché una decisione sia approvata è prevista una maggioranza qualificata del 65% delle quote pubbliche aderenti al Patto. Per le materie strategiche, come modifiche statutarie, operazioni straordinarie o modifiche al Patto stesso, tale soglia non può mai essere abbassata, mentre per le materie ordinarie sono previsti meccanismi successivi per evitare situazioni di stallo decisionale. Il documento avrà durata quinquennale, con possibilità di rinnovo previa approvazione dei rispettivi consigli comunali.
Ora, data l'approvazione del Patto, restano i due grandi temi sul tavolo: la individuazione della nuova governance e i rapporti con Hera dopo la figuraccia rimediata con il niet della Corte dei Conti. Sul primo fronte appare sempre più in bilico la posizione della presidente Paola Ruggiero.


