Oggi oltre al degrado e all'allarme ambientale generato dalle centinaia di tonnellate di rifiuti che negli ultimi dieci anni hanno continuato ad accumularsi abusivamente nell'area diventata rifugio per spacciatori, tossicodipendenti e senza fissa dimora, c'è un allarme sociale. Come ripetutamente documentato da La Pressa negli ultimi anni a preoccupare i residenti c'è la demolizione, in parte per incuria in parte per opera degli avventori che da anni occupano abusivamente l'area, della recinzione, che confina direttamente con un parco pubblico con area attrezzata per bambini. I grandi alberi e la vegetazioni spontanea cresciuta tra i rifiuti attrae i ragazzini che giocando entrano nell'area da diversi accessi creati nel perimetro ed arrivano direttamente a contatto con rifiuti di ogni tipo. Domestici ed industriali. Portandone a volta anche all'esterno. Sassi, scarti di demolizione, inerti. Per giocare. Dall'interno, dove esiste un mondo a se stante, un deserto di degrado urbano e sociale di incuria nel bel mezzo di un'area che dopo decenni di abbandono sta per essere riqualificata, almeno nella parte dell'ex mercato bestiame, attraverso il piano periferie. Qui il Comune però sembra non essere mai arrivato, nemmeno per accertare la pericolosità dei rifiuti trasportati abusivamente, le responsabilità e dopo le denunce a mezzo stampa, procedere quanto meno con la messa in sicurezza, per le case adiacenti ed il parco pubblico. L'unico elemento che conferma una attività pubblica è il posizionamento, solo in alcuni punti di potenziale accesso, di alcune transenne.
Sulla proprietà dell'area non ci sono risposte precise. Dalle carte dei piani particolereggiati dell'inizio degli anni 2000 che abbiamo recuperato l'area risultava di proprietà comunale, da altre risultava una società in liquidazione. Una nuova interrogazione per chiarirlo è stata depositata nei giorni scorsi dal consigliere comunale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi
Nel video che abbiamo realizzato nei giorni scorsi insieme ad alcuni residenti e alla rappresentante del Comitato cittadino Respiriamo Aria Pulita, abbiamo nuovamente documentato la situazione dell'area e raccolto le preoccupazioni dei residenti ed il loro appello al Comune, alla luce del fatto che l'area se non pubblica, è a diretto contatto con un area pubblica, molto frequentata anche dai bambini.
La riqualificazione mancata
Nell'area dell'ex fondazione pro latte dovevano nascere alcune residenze immerse nel verde e collegate da piste ciclabili. Le immagini aeree ne documentano il totale abbandono dall'inizio degli anni 90 ed il graduale utilizzo per lo stoccaggio chiaramente abusivo di centinaia di tonnellate di rifiuti soprattutto derivanti da scarti di demolizione. Negli anni insieme alle montagne storiche con scarti da demolizione, in parte anche di alcuni fabbricati interni, si aggiungono altre tipologie di piccole discariche. Con rifiuti domestici ed industriali di ogni tipo. Dagli elettrodomestici ai metalli, dai pneumatici a rivestimenti di edifici. Bombole di gas. Anche materiali facilmente deperibili alle intemperie e capaci di sollevari polveri. Fino al crearsi di una delle più grandi discariche abusive a cielo aperto della città.
Gi.Ga.


