Orazio Bellettini, il fondatore della ong ecuadoriana Fundación para los Emprendimientos Gastronómicos y las Oportunidades Sostenibles (Fuegos), iniziò il progetto nel 2016, dopo che, ad aprile, un terremoto di magnitudo 7,8 della scala Richter colpì la provincia provocando oltre 670 vittime e più di 6mila feriti stando a dati ufficiali del governo. Circa 385mila, secondo le Nazioni Unite, le famiglie colpite dal sisma.
Manabì si trova circa 100 chilometri a est della capitale Quito e si estende per quasi 19mila chilometri quadrati lungo la costa pacifica, nel punto di confluenza fra la corrente fredda di Humboldt e la corrente calda della Nina. La provincia è anche attraversata dalla linea dell’equatore. La stessa Pedernales contende a Quito il ruolo di “metà del mondo” che le ricostruzioni storiche dominanti hanno affidato alla capitale.
In tutto l’Ecuador Manabì è nota per la sua cucina e per il suo caratteristico “centro di gravità”: il forno manabita. Con questa formula si intende una struttura quadrangolare rivestita esternamente di legno, costituita da fango all’interno e chiusa da un piano di cemento fatto di acqua e cenere alto circa dieci centimetri. Secondo Valentina Martinez, archeologa ecuadoriana della Florida Atlantic University (Fau), le prime tracce di questi forni risalgono fino a mille anni fa. Tutta la vita comunitaria si articola attorno a questo luogo, un tempo esclusivo delle donne e ora aperto a tutti.
Da tutte queste tradizioni e conoscenze parte ‘Latitud Iche’. Il cuore dell’iniziativa è una scuola che si trova nei pressi della località San Vicente, circa 80 chilometri a sud di Pedernales.

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