articoliChe Cultura
Margherita Fumero ed Enrico Beruschi, che spettacolo di amicizia
La Pressa
Il primo ricordo va a Drive In, chi non ha amato alla follia le avventure di Beruscao e il Doctor Beruscus...
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di
modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.
Margherita Fumero ed Enrico Beruschi, due miti veri, grandi attori, persone splendide e disponibili. Bastano pochi minuti in loro compagnia, battute, risate, come tra amici di lunga data. Margherita ed Enrico hanno un vero talento brillante, la loro carriera parla chiaro, conoscerli dal vivo è stato un piacere unico. Per la mia generazione, il primo ricordo va a Drive In, chi non ha amato alla follia le avventure di Beruscao e il Doctor Beruscus o i tanti film diretti da Bruno Corbucci, che hanno visto come protagonista Margherita Fumero. Io e l'amico Francesco Russo siamo arrivati a Milano, appuntamento al Castello Sforzesco, un caldo senza precedenti. Da lì è partita la nostra chiacchierata.
Margherita come è nato il tuo amore per lo spettacolo?
'Io sono nata a Racconigi, in provincia di Cuneo, poi ci siamo trasferiti a Torino. Io avevo 6 anni e i miei genitori mi portavano al cinema. In quel periodo, tra un film e l'altro c'era l'avanspettacolo con le ballerine. Io ne rimasi subito colpita e decisi: da grande lavorerò nello spettacolo. Ad un certo punto provai a fare la cantante, una persona però mi disse: «Tu non devi fare la cantante, devi fare l'attrice.» Io già frequentavo l'Accademia. Una volta terminata ho iniziato a recitare'.
Enrico, prima di diventare un protagonista del Derby di Milano, lo frequentavi già come spettatore? E come hai iniziato la tua carriera?
'Certo, devi sapere che Cochi e Renato erano a scuola con me. Da ragazzo sapevo raccontare le barzellette, poi andai nei villaggi vacanze e gli amici mi dicevano che avevo talento nell'intrattenere le persone. Una sera tornando a casa dal lavoro (ero dirigente della Galbusera) passo davanti al Derby e lì incontro Walter Valdi, una leggenda del cabaret milanese che mi fa: «Domani sera sali sul palco». Io ovviamente ero terrorizzato, ma la gente rideva e così, sera dopo sera, iniziò la mia carriera. Dopo due anni arrivò anche la televisione e ovviamente ho dovuto dare le dimissioni dalla mia azienda, la Galbusera'.
Margherita, le due città che ti hanno portato fortuna sono state Torino e Genova. Torino è dove hai iniziato e invece Genova...
'Sì, a Genova ho avuto il mio primo lavoro col Teatro Stabile di Genova. Con Luigi Squarzina, Carlo Quartucci. Io facevo una ragazzina al bar. Fu molto emozionante. Un'altra città importante è stata ovviamente Milano per la televisione e poi New York. Provate a immaginare, una giovane attrice teatrale di Torino che va a girare un film a New York, allora una cosa impensabile'.
Enrico, c'erano dei locali, osterie, ristoranti, che frequentavi dopo i tuoi spettacoli.
'Ricordo che in centro, vicino casa mia, c'era La Parete, che era già un luogo artistico, perché nel primo dopoguerra era frequentato da pittori. da artisti. Andavamo tutti lì'.
Margherita, parlami del tuo rapporto con un gigante assoluto come Macario.
'Ho un ricordo, nel suo ultimo anno, mi prese sul palco, mi mise davanti a lui e iniziò ad applaudire. Voleva dire che ero la sua erede. Un momento che mi emoziona ancora'.
Stefano Soranna
Stefano Soranna
Mi occupo di comunicazione e pubblicità da un po' di tempo. Su La Pressa scrivo di musica, libri e di altre cose che mi colpiscono quando sono in giro o che leggo da qualche parte. La..
Continua >>