Paolo Agnelli – supportato per le parti di contesto storico e sociale dall'archivista Davide Franco Jabes – ha tratteggiato, dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri e inoltrandosi nel futuro, un grande racconto della bellezza e della difficoltà di fare impresa, che si intreccia alla saga di una famiglia e a quella di una nazione: delle sue epoche, delle sue sfide, del suo coraggio.
L’industriale bergamasco di terza generazione ha richiamato a sé le foto, i documenti e i ricordi – personali e tramandati – di chi lo ha preceduto e introdotto nel mondo dell’alluminio, quell’oro grigio del titolo.
A intervistare Paolo Agnelli, ripercorrendo così le principali tappe della storia familiare, industriale e d’Italia, il giornalista e direttore di Tg Imprese Amedeo Faino.
'Tutto comincia da un ragazzo, Baldassare Agnelli, che nella Milano del 1894 perde tutto, all’improvviso: i genitori, l’osteria che gestivano a Porta Ticinese, la possibilità di mantenere sé stesso e i suoi cari. Ha appena dodici anni e si adatta a fare i mestieri più disparati. Diplomatosi orafo cesellatore, si rivolge a uno dei più prestigiosi orafi della città che non solo lo prende a bottega ma lo manda in viaggio di lavoro: un’avventura nei Balcani durante la quale Baldassare avrà occasione di fare un favore al capo di una famiglia Rom. Verrà ricompensato con il dono del loro segreto: una tecnica ancora sconosciuta in Italia per la saldatura dell’alluminio su cui costruirà un’impresa di famiglia destinata a durare attraverso decenni ricchi di eventi'.
L’azienda degli Agnelli dovrà attraversare due guerre mondiali e una dittatura, le agitazioni sindacali degli anni caldi, l’Italia del boom tra espansione dei consumi domestici e dura battaglia contro l’acciaio, le crisi e le opportunità della Guerra fredda, l’espansione sui mercati internazionali, la sfida della Cina. Attraverso quattro generazioni, con i loro amori e le loro ambizioni, sapersi rinnovare restando uniti e mantenendo saldi i propri valori si rivelerà la chiave del successo.
Un libro che al “romanzo storico” affianca la più stringente attualità fatta di una nuova generazione – la quarta – alla guida di quello che oggi

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