Per questo il centro La Fenice, nato all'R-Nord nel 2010 proprio nell'ambito del progetto di riqualificazione pubblica del comparto, spicca nella sua unicità per il valore che rappresenta non solo come riferimento per gli amanti della danza moderna, e delle attività motorie per tutte le età, ma per la sua funzione sociale all'interno del comparto stesso. In una sorta di convivenza, come nella convivenza degli opposti, come in un gioco delle parti di una stessa realtà giocata tra il bello delle luci, dello sport, della sana aggregazione sociale in luoghi puliti e luminosi, e il buio dell'isolamento e del degrado sociale, della piaga della droga spacciata nei cortili che lo circondano, nella galleria che lo attraversa, e della prostituzione, consumata nei monolocali dello stabile dalle pareti grigie e screpolate.
La Fenice, in questo, costituisce un'oasi, senza essere però essere distaccata dal problamatico contesto in cui si trova, anzi è forse il contrario. Anche nelle ore serali e notturne, quando le luci delle ormai pochissime attività commerciali rimaste (dopo l'abbandono dell'area da parte di negozi e attività di servizio la più importante è rappresentata dallo storico supermercato Coop che a fatica e che enormi spese e danni, continua a fronteggiare l'offensiva della criminalità e del degrado che ha provocato indirettamente anche la chiusura del bar a marchio), si spengono, lasciando spazio alle presenze che attive durante il giorno trovano nella sera la loro dimensione ideale in cui agire. Trasformando quella galleria sulla quale affacciano le due principali scale di accesso agli oltre 170 piccoli appartamenti presenti (più della metà acquistati dal Comune), in terra di nessuno, dove anche il punto di Polizia Locale viene chiuso incredibilmente alle ore 16 e il porteriato sociale è stato cancellato.
Gianni Galeotti


.jpg)
