Sessant'anni di attività rappresentano un traguardo che, nel mondo dell'autotrasporto, assume un valore ancora più significativo. Sessant'anni attraversando profonde trasformazioni del mercato, crisi economiche, cambiamenti normativi, emergenze come la pandemia da Covid-19 e, più recentemente, le tensioni internazionali che hanno riportato il costo del gasolio a livelli difficilmente sostenibili.
Eppure il CABM – Consorzio Autotrasportatori Bassa Modenese - è arrivato fino a questo importante anniversario continuando a crescere, dimostrando come solidità, capacità di adattamento e spirito di collaborazione possano fare la differenza anche in uno dei settori più complessi dell'economia.
L'importante ricorrenza è stata celebrata oggi presso la sede del Consorzio, in via Lavacchi a San Felice sul Panaro, con una giornata di festa che ha riunito soci, dipendenti, clienti, fornitori e le rispettive famiglie.

Una partecipazione numerosa che ha restituito immediatamente l'immagine di una realtà nella quale, accanto ai risultati imprenditoriali, è stato costruito nel tempo qualcosa di altrettanto prezioso: un forte senso di appartenenza.
Fin dai primi momenti della giornata si respirava infatti il clima di una grande famiglia. Un'atmosfera serena, affiatata e cordiale che racconta come, accanto alla crescita dell'azienda, siano stati coltivati negli anni anche i rapporti umani tra soci, collaboratori, clienti e fornitori.
Un patrimonio che, probabilmente, rappresenta una delle ragioni più profonde della longevità del Consorzio.Ad aprire gli interventi è stato il presidente Stefano Ferraretto, che ha voluto innanzitutto rendere omaggio a tutti i presidenti che lo hanno preceduto nei sessant'anni di storia del CABM. 'Se oggi possiamo festeggiare questo traguardo è grazie a chi, prima di noi, ha costruito giorno dopo giorno questa realtà e ci ha consegnato un'azienda solida sulla quale continuare a lavorare', ha ricordato.
Ferraretto ha poi raccontato anche il proprio percorso personale, strettamente intrecciato con quello del Consorzio. Entrato molti anni fa come semplice monoveicolare, oggi guida un'impresa che dispone di cinque mezzi di proprietà e di diversi autisti. Una crescita imprenditoriale che, ha sottolineato, è stata possibile anche grazie alla solidità del CABM e alle opportunità che il Consorzio ha saputo offrire ai propri associati nel corso degli anni.

A ripercorrere quasi trent'anni di storia recente è stato poi il responsabile commerciale Stefano Righi, che ha ricordato il lungo cammino professionale vissuto all'interno del Consorzio e la crescita costante dell'azienda. Righi ha evidenziato come il CABM continui a svilupparsi nonostante le enormi difficoltà che il settore dell'autotrasporto sta attraversando, a partire dalla cronica carenza di autisti.

A portare il saluto delle istituzioni è stato quindi il sindaco di San Felice sul Panaro, che ha ringraziato il Consorzio per il ruolo economico e sociale svolto sul territorio della Bassa modenese, sottolineando come il CABM rappresenti oggi un punto di riferimento non soltanto per il settore dell'autotrasporto, ma per l'intero tessuto produttivo locale.
La breve cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita dal parroco, prima di lasciare spazio alla parte conviviale della giornata.
I festeggiamenti sono infatti iniziati con un buffet aperitivo e il pranzo sociale e proseguiranno questa sera con una cena a base di pesce, che
Sessant'anni rappresentano certamente un successo imprenditoriale fatto di investimenti, risultati economici e capacità di affrontare mercati sempre più competitivi. La festa di oggi, però, ha raccontato soprattutto un'altra storia: quella di un Consorzio che ha saputo mettere al centro le persone. Perché i bilanci sono fondamentali, ma da soli non bastano a spiegare la longevità di un'impresa. Dietro sessant'anni di attività ci sono relazioni costruite giorno dopo giorno, fiducia reciproca, senso di appartenenza, disponibilità ad affrontare insieme le difficoltà e la volontà di guardare sempre avanti. È probabilmente questo il vero patrimonio del CABM. Ed è forse anche il segreto che gli ha consentito di attraversare sei decenni di storia continuando a crescere e guardando con fiducia alle sfide del futuro.




