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Carpi, caso Aimag fotografia del declino dei partiti: le scelte che contano si fanno nei caminetti trasversali

Carpi, caso Aimag fotografia del declino dei partiti: le scelte che contano si fanno nei caminetti trasversali

Ma il dubbio che si sia barattata la complessità del dibattito, con la scorciatoia del decisionismo di un pranzo a tre (i sindaci Righi-Goldoni-Budri) resta


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La scelta del nuovo cda di Aimag da parte del sindaco di Carpi Riccardo Righi dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, il definitivo declino del ruolo di pensatoio e di laboratorio dei partiti rispetto alle scelte di governo locali. Il primo cittadino si è completamente disinteressato della indicazione del Pd carpigiano del segretario Daniela Depietri che sostiene la sua maggioranza e ha proceduto con nomine frutto di accordi trasversali con i primi cittadini di centrodestra della Bassa.
In ballo non vi sono giudizi di merito, nè manichei rimpianti di un bel tempo che fu, semplicemente occorre prendere atto della realtà. I partiti hanno perso il loro ruolo di intermediazione e i sindaci, forti di un consenso sempre più legato alla persona, procedono in modo autonomo. Addio a infinite discussioni interne, addio a barocche cerimonie fatte di assemblee e consultazioni, addio ad argomentazioni dotte e rimandi filosofici, dove i limiti dell'interesse personale venivano comunque mitigati da un 'noi' al quale non ci si poteva sottrarre. Ora le decisioni vengono prese in altre stanze, in altri luoghi, davanti a caminetti svincolati da ideologie, ormai viste come inutili fardelli.

Il pragmatismo da punto finale di faticose discussioni e confronti, diventa punto di partenza
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e istantaneo punto di arrivo.
Il Pd che sostiene la giunta Righi aveva dato indicazioni precise rispetto al vertice della multiutility della Bassa, aveva chiesto il rinnovo della Ruggiero sottolineando come sconfessare la presidente in carica significasse sconfessare anche i sindaci che con lei avevano sostenuto la fallimentare operazione con Hera.
Argomento effettivamente inattaccabile, al di là del giudizio sulla Ruggiero, ma il sindaco carpigiano ha totalmente ignorato questa voce sostenuta anche da Forza Italia. Non solo. Non ha neppure cercato una direzione propria e indipendente, testardamente coraggiosa e antisistemica (si pensi alla battaglia contro Hera della giunta Mezzetti).

No, Righi ha percorso la strada rapida-rapida che collega la Carpi di centrosinistra alla Bassa di centrodestra, indicando come presidente un uomo, Valerio Pozzi, gradito a Guglielmo Golinelli, deus ex machina della giunta vanacciana di Mirandola, lasciando come semplice contentino al Pd (non carpigiano ma sempre mirandolese-muzzarelliano) la vicepresidenza a Morena Diazzi.
Risultato? Il Pd carpigiano della Depietri è rimasto annichilito e silente (nessun comunicato, nessun commento dopo la batosta), il centrodestra incassa il successo personale di Golinelli senza sbandierarlo e il Pd non carpigiano si accoda scaricando ulteriormente la Depietri fingendo di non vedere l'asse tra Righi e il vannacciano Golinelli.
Tanto domani il Pd di Carpi voterà comunque la fiducia a Righi, perchè il coltello dalla parte del manico lo ha lui: quello che conta sono solo i rapporti di forza.
E' questa la nuova democrazia: veloce, efficace ed efficente. Il dubbio che si sia barattata la complessità del dibattito, con la scorciatoia del decisionismo di un pranzo a tre (i sindaci Riccardo Righi-Michele Goldoni-Letizia Budri) resta, ma sono i dubbi di una generazione perdente, quella - per dirla con Gaber - che provò a cambiare il mondo.
Righi ha il vento in poppa e poco importa arrivi da destra o sinistra, l'importante è viaggiare veloci. Tanto il mondo non si cambia.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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