Avvicinarsi al dolore che ha travolto la famiglia di Monica Esposito, mamma di 55 anni uccisa dall'attentatore di Modena dopo due mesi di agonia in ospedale, è impossibile. Impossibile sfiorare l'abisso nel quale sono stati gettati il marito Angelo Ciccarelli (ancora convalescente dopo le gravissime ferite subite) e i figli Angela, Jennifer e Salvatore. Se la morte di un genitore paralizza i pensieri, rende incomprensibile lo scorrere immutato delle stagioni, svuota di significato i minuti e le ore, un decesso avvenuto in questo modo aggiunge ferite nel corpo e nella mente.
Allora non resta che rispettare totalmente le modalità con cui la famiglia ha deciso di vivere il proprio lutto. 'La famiglia chiede di non essere contattata in alcun modo dagli organi di informazione e di poter vivere il proprio dolore nel più assoluto riserbo - scrivono gli avvocati del marito e dei figli, Domenico Beraldi e Giulio Garuti -. Si precisa che i familiari della compianta Monica Esposito si dissociano dalle dichiarazioni già rese, e da quelle che verranno eventualmente diffuse, da soggetti terzi. I difensori confidano nel corretto svolgimento degli accertamenti in corso presso la Procura della Repubblica di Modena.
Nessun familiare rilascerà dichiarazioni: ogni comunicazione dovrà essere eventualmente rivolta esclusivamente ai sottoscritti'.Nella speranza che una luce umana apra un varco nel baratro che si è aperto nelle esistenze di tre ragazzi da oggi orfani della mamma, uccisa da un 31enne che ha volutamente travolto i passanti in centro a Modena in un pomeriggio di primavera, resta lo sgomento per il modo in cui le istituzioni hanno affrontato la notizia della morte. O meglio, una istituzione, la più importante sul territorio, quella Regionale.
Una superficialità che corre in parallello al tempo sospeso che la famiglia è costretta ad abitare. La banale approssimazione con la quale il presidente della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale, ha commentato la notizia va al di là del bene e del male. Come riportato ieri da La Pressa, il presidente ha inviato una lettera all'ambasciatore tedesco in Italia, Thomas Bagger, confondendo la morte di Monica Esposito (della quale da giorni tutti a Modena, pur rispettando il silenzio, conoscevano le condizioni disperate), con il decesso - fortunamente mai avvenuto - della turista tedesca 69enne alla quale sono state amputate le gambe e tornata in Germania il 21 maggio.
Un semplice errore di comunicazione? No, non è così. Quella di De Pascale, nonostante molti media non abbiano riportato la notizia, non è solo una figuraccia.
Ecco, cosa resta di tutto quel dolore mostrato e ostentato? Come è possibile credere a quelle parole davanti a tanta superficialità? Il ritratto di Dorian Gray appare in tutta la sua tragica realtà, eppure intorno si fa finta di nulla. Nemmeno le scuse ufficiali della Regione. E' bastato un secondo comunicato, una 'errata corrige', una telefonata all'ambasciatore tedesco per spiegare il 'piccolo errore' e avanti così. Fregandose dell'offesa a una famiglia e a una comunità.
Eppure fuori tutto procede come nulla fosse. Tutto scorre come sempre. Chi vive il lutto che segna una intera esistenza vorrebbe spegnere le stelle, imballare la luna, smontare il sole, svuotare l’oceano e sradicare il bosco ed invece è costretto ad assistere al teatrino di una politica del nulla.
Giuseppe Leonelli

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