La morte di Monica Esposito, la 55enne rimasta gravemente ferita nell’attentato del 16 maggio a Modena e deceduta questa mattina dopo oltre due mesi di ricovero, modifica radicalmente il quadro giudiziario di Salim El Koudri. Con il primo decesso accertato, l’impianto accusatorio non si limita ad aggiungere un capo di imputazione, ma aggraverebbe il reato di strage, già contestato fin dal primo giorno. La pena prevista cambia in modo drastico quando l’azione causa la morte di almeno una persona. Da una reclusione non inferiore a 15 anni all'ergastolo. E ciò che senza una nuova imputazione per omicidio. In sostanza questo sarebbe assorbito nella forma aggravata della strage, reato cardine dell'eventuale processo, Eventuale perché in corso, e dall'esito atteso non prima di settembre, c'è la conclusione della perizia psichiatrica che anche nel nuovo scenario potrebbe cambiare le cose, soprattutto il destino processuale di El Koudri.
Se la perizia psichiatrica attestasse la piena capacità di intendere e volere El Koudri verrebbe giudicato in Corte d’Assise, affrontando il processo con il rischio del massimo della pena, ovvero l'ergastolo.
Nel caso di vizio parziale di mente, la pena potrebbe essere ridotta, ma la condanna resterebbe comunque severa.
Nel caso fosse riscontrato un vizio totale di mente El Koudri potrebbe essere dichiarato non imputabile e destinato a una REMS, superando la valutazione iniziale del gip che lo aveva ritenuto pienamente lucido.
