Nessuno ovviamente nega i problemi di Modena in termini di sicurezza, spaccio, immigrazione non gestita, sporcizia e bivacchi nei parchi pubblici, ma ieri sera, un giorno dopo lo straziante funerale a Nonantola, non era il modo giusto per ricordare Monica Esposito. Nè a livello di tempistica nè sul piano del metodo.
Il dramma relegato sullo sfondo ha lasciato spazio al caos. Le lacrime inconsolabili di chi ha perso tutto hanno lasciato spazio all'attacco politico di qualche aspirante leader. Un attacco magari giusto e sacrosanto, ma non in quel contesto, non davanti a tre figli, a un marito, a un'anziana madre che da domani dovranno tentare il miracolo di mettere un piede davanti all'altro. Provare, non si sa con che forza, ad andare avanti nonostante tutto, nonostante il silenzio che - una volta chiusa la porta di casa - farà seguito a tutto il sordo frastuono di ieri sera.
E inevitabilmente, coprendo con la solita retorica politica la tragedia di una morte straziante, si è aperto oggi il fronte dell'altrettanto strumentale contrattacco delle forze di maggioranza di centrosinistra. A Pd e Avs non è parso vero poter condannare quanto avvenuto in piazza, usare quegli attacchi scomposti che gli organizzatori del corteo non hanno fatto nulla per censurare, per giustificare tesi che negano con ostinata retorica la correlazione tra immigrazione e criminalità. Il moloch del centrosinistra locale non ha perso occasione per usare la impresentabilità degli avversari, per rafforzare se stesso, per ammantare con un velo di ipocrita bontà, il potere che amministra da decenni.
E così, mentre tre ragazzi rimasti senza mamma chiedevano pochi giorni fa, con una nota ufficiale firmata dal loro legale, silenzio e rispetto, fuori ci si azzuffava. Ancora una volta. Come sempre.
Giuseppe Leonelli

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