Opinioni Il Punto

Una piazza scomposta e una politica del nulla hanno violato la preghiera di silenzio dei figli e del marito di Monica

Una piazza scomposta e una politica del nulla hanno violato la preghiera di silenzio dei figli e del marito di Monica

Davanti a una piazza chiamata per una manifestazione unita in ricordo di Monica Esposito, si sono alternati attacchi all'amministrazione, sfide da bar, comizi


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E infine quella che doveva essere una fiaccolata per testimoniare vicinanza a una famiglia lacerata dal dolore inavvicinabile per la morte di una mamma e di una compagna di vita, si è tramutata in un ennesimo, imbarazzante teatro politico. Il video (qui sotto) racconta meglio di mille parole il clima e il tenore dell'evento di ieri sera in piazza a Modena, che La Pressa ha raccontato in modo puntuale. Davanti a una piazza chiamata per una manifestazione unita in ricordo di Monica Esposito, si sono alternati attacchi all'amministrazione, sfide da bar ('sindaco se hai le palle viene giù a far due chiacchiere'), comizi sul degrado modenese e attacchi a Signorelli, l'uomo che ha fermato a mani nude El Koudri, costretto ad abbandonare la piazza per le sue posizioni 'troppo morbide'. Il tutto di fronte a cittadini divisi tra coloro che applaudivano e coloro che mestamente abbandonavano, col capo chino, il ritrovo.

Nessuno ovviamente nega i problemi di Modena in termini di sicurezza, spaccio, immigrazione non gestita, sporcizia e bivacchi nei parchi pubblici, ma ieri sera, un giorno dopo lo straziante funerale a Nonantola, non era il modo giusto per ricordare Monica Esposito.
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Nè a livello di tempistica nè sul piano del metodo.
Il dramma relegato sullo sfondo ha lasciato spazio al caos. Le lacrime inconsolabili di chi ha perso tutto hanno lasciato spazio all'attacco politico di qualche aspirante leader. Un attacco magari giusto e sacrosanto, ma non in quel contesto, non davanti a tre figli, a un marito, a un'anziana madre che da domani dovranno tentare il miracolo di mettere un piede davanti all'altro. Provare, non si sa con che forza, ad andare avanti nonostante tutto, nonostante il silenzio che - una volta chiusa la porta di casa - farà seguito a tutto il sordo frastuono di ieri sera.

E inevitabilmente, coprendo con la solita retorica politica la tragedia di una morte straziante, si è aperto oggi il fronte dell'altrettanto strumentale contrattacco delle forze di maggioranza di centrosinistra. A Pd e Avs non è parso vero poter condannare quanto avvenuto in piazza, usare quegli attacchi scomposti che gli organizzatori del corteo non hanno fatto nulla per censurare, per giustificare tesi che negano con ostinata retorica la correlazione tra immigrazione e criminalità. Il moloch del centrosinistra locale non ha perso occasione per usare la impresentabilità degli avversari, per rafforzare se stesso, per ammantare con un velo di ipocrita bontà, il potere che amministra da decenni.
Ma anche per sottolineare - evidentemente con ragione - che l'appello del sindaco Massimo Mezzetti ad abbandonare l'odio, lanciato la sera dopo l'attentato in piazza Grande, era tutt'altro che inutile.
E così, mentre tre ragazzi rimasti senza mamma chiedevano pochi giorni fa, con una nota ufficiale firmata dal loro legale, silenzio e rispetto, fuori ci si azzuffava. Ancora una volta. Come sempre.
Giuseppe Leonelli

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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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