Da un lato ci sono Vescovo, sindaco, Presidente della Provincia e responsabili del centro di accoglienza della Caritas ad inaugurare il nuovo ambulatorio odontoiatrico. Dall'altra parte della strada, nell'ampio parcheggio che costeggia il cimitero, ci sono loro. Vicini, visibili a vista, ma allo stesso tempo lontani, indifferenti, inesistenti agli occhi delle autorità che parlano di accoglienza a pochi metri da loro. Che potrebbero decidere per loro, o quantomeno potrebbero degnarli di uno sguardo. Sono lì. Quel piazzale lo conosciamo bene, più volte al centro della cronaca per reati legati allo spaccio o per gli accampamenti abusivi. Ciò che stupisce oggi, però, è l'aumento degli italiani. Che dormono in auto, in furgoni, in roulotte che qui, nonostante non sia un'area di sosta, sono legittimate se non creano disturbo, e che di giorno mangiano alla mensa Caritas a Porta Aperta. Ma non sempre. La dignita non li porta sempre lì, dove è sempre più difficile stare. La presenza di clandestini, spacciatori e senza dimora extracomunitari che qui improvvisano bivacchi per la notte spesso si trasforma in tentativi di furto. L'altra sera è capitato proprio a Salvatore. Due stranieri che bivaccavano a fianco alla sua roulotte sono entrati mentre lui stava passeggiando con il suo deambulatore e hanno rubato un rasoio da barba e altri oggetti per poi sparire.
Italiani ai margini, davanti a Porta Aperta l'altra faccia dell'accoglienza
Nel piazzale antistante il centro di accoglienza di Strada San Cataldo, aumentano gli italiani. Tra i bivacchi dei clandestini incontriamo Stefano e Marco, modenese e mantovano che vivono in roulotte: 'Per noi italiani è più dura, per avere una stanza bisogna arrivare sui barconi'
Nel piazzale antistante il centro di accoglienza di Strada San Cataldo, aumentano gli italiani. Tra i bivacchi dei clandestini incontriamo Stefano e Marco, modenese e mantovano che vivono in roulotte: 'Per noi italiani è più dura, per avere una stanza bisogna arrivare sui barconi'
Da un lato ci sono Vescovo, sindaco, Presidente della Provincia e responsabili del centro di accoglienza della Caritas ad inaugurare il nuovo ambulatorio odontoiatrico. Dall'altra parte della strada, nell'ampio parcheggio che costeggia il cimitero, ci sono loro. Vicini, visibili a vista, ma allo stesso tempo lontani, indifferenti, inesistenti agli occhi delle autorità che parlano di accoglienza a pochi metri da loro. Che potrebbero decidere per loro, o quantomeno potrebbero degnarli di uno sguardo. Sono lì. Quel piazzale lo conosciamo bene, più volte al centro della cronaca per reati legati allo spaccio o per gli accampamenti abusivi. Ciò che stupisce oggi, però, è l'aumento degli italiani. Che dormono in auto, in furgoni, in roulotte che qui, nonostante non sia un'area di sosta, sono legittimate se non creano disturbo, e che di giorno mangiano alla mensa Caritas a Porta Aperta. Ma non sempre. La dignita non li porta sempre lì, dove è sempre più difficile stare. La presenza di clandestini, spacciatori e senza dimora extracomunitari che qui improvvisano bivacchi per la notte spesso si trasforma in tentativi di furto. L'altra sera è capitato proprio a Salvatore. Due stranieri che bivaccavano a fianco alla sua roulotte sono entrati mentre lui stava passeggiando con il suo deambulatore e hanno rubato un rasoio da barba e altri oggetti per poi sparire.
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