Partiamo dal fatto inconfutabile che l’aggressione è un atto volontario, ma l’orso colpisce solo se si sente minacciato: Jj4 si è dunque semplicemente difesa. Punto.
Gli orsi in Trentino stavano scomparendo non per cause naturali ma perché sono stati cacciati per anni, ergo si consegnavano addirittura i premi ai cacciatori. Oggi le istituzioni dicono che il progetto originario di ripopolamento prevedeva la presenza di 50 orsi. È falso: i 50 orsi erano la popolazione minima vitale perché gli animali potessero costituire una popolazione e riprodursi in presenza di risorse sul territorio. Dunque gli orsi si sono moltiplicati, esattamente come era stato loro richiesto. Il progetto ha avuto successo, perché negarlo ora? Il problema è casomai la miopia dei politici. In Trentino il progetto di ripopolamento è nato parecchi anni fa per rivitalizzare una popolazione di orsi ormai ridotta ai minimi termini: erano rimasti infatti circa quattro esemplari che non erano più in grado di riprodursi.
Personalmente io credo che sarebbe stato meglio, anziché importare gli orsi dalla Slovenia, creare dei corridoi faunistici in modo che gli orsi potessero attraversare le due frontiere liberamente. In ogni caso la popolazione locale ha accolto con favore l’arrivo degli orsi: poi però, si sono instillati timori e si è soffiato sul fuoco delle paure, e così le cose sono cambiate.
La verità è che formazione e divulgazione sono mancate. Se le autorità avessero fatto quello che gli abbiamo sempre chiesto, magari le cose sarebbero andate diversamente.
(Francesco Mongioì, esperto di valutazione e gestione dei rischi attivo nel Comitato Pro-Orso Trentino Alto Adige/Südtirol)
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