Questo grande entusiasmo, questa gioiosa macchina da guerra, questo 'vogliamo aiutare il popolo ucraino', tutte cose già viste, ma finite sempre (ma davvero-sempre) in modo tragico, ma tant'è... Magari mi sbaglio, ma è per questo che non riesco più a scrivere nulla. Eppure la 'parola', è civiltà. La parola, anche la più contraddittoria, mantiene il contatto, è il silenzio che isola, fateci caso: se il fondatore di Wikileaks non avesse fatto il suo lavoro, non avremmo mai saputo dei crimini di guerra, le azioni sporche del governo statunitense in Iraq e Afghanistan. A proposito: se si vuole conoscere il barometro della libertà di espressione di un Paese, non bisogna guardare al Primo Ministro, eh: ma al vignettista della stampa, sappiatelo! Alla prossima.
Paride Puglia
Assange e la libertà a stelle e strisce...
Se il fondatore di Wikileaks non avesse fatto il suo lavoro, non avremmo mai saputo dei crimini di guerra, le azioni sporche del governo statunitense in Iraq
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
Lo stato sociale
Modena, la violenza? Per Mezzetti avrà anche genere, certamente ha la tessera di partito
Oggi ci concediamo un po’ di autoreferenzialità: buon compleanno al nostro direttore!
Elogiamo il dubbio, ma fino a un certo punto
Articoli Recenti
Yekatit 12: a Vignola la graphic novel di Andrea Sestante racconta la resistenza etiope al colonialismo fascista
Il Policlinico viene aspirato, Baggiovara si gonfia
Policlinico addio... Sulla testa dei cittadini
Kimi, re a sua insaputa

