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Morire di lavoro

Morire di lavoro

Sarebbe magnifico vedere la stessa identica foga guerrafondaia usata per difendere i confini applicata per evitare che la gente muoia sul lavoro


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A Firenze un altro operaio è morto in cantiere: da gennaio a maggio 2026, l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering (elaborando i dati ufficiali Inail) ha registrato 370 morti sul lavoro in Italia. Questo dato segna un calo del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 a livello nazionale; solo quest'anno a Modena e provincia siamo già arrivati a una micidiale conta di tredici morti sul lavoro. Ma niente panico: la pratica si archivia con una riga di cronaca, due dichiarazioni indignate e un minuto di silenzio per lavarsi la coscienza prima del prossimo cadavere. Subito dopo il decesso, parte il solito teatrino burocratico: 'Il modulo era firmato? Il casco era allacciato? L’imbracatura aveva il bollino UE?'.

Già... Domande legittime, ci mancherebbe, epperò peccato che il morto sia sotto terra e non possa rispondere: quando la sicurezza diventa una foglia di fico legale per proteggere i registri aziendali e non la pelle dei lavoratori, tanto vale smetterla con la burocrazia; allacciamo direttamente due ali sulla schiena dei muratori; se precipitano nel vuoto, che si affidino agli angeli. Nel frattempo, mentre lo Stato discute con devozione cristiana con degli altri stati di gonfiare le spese militari per la prossima guerra di turno, celebrando la pace a colpi di rivoltelle regalate e munizioni, l'unica vera carne da macello continua a essere quella sui ponteggi: sarebbe magnifico vedere la stessa identica foga guerrafondaia usata per difendere i confini applicata, una volta tanto, per evitare che la gente muoia semplicemente per portarsi a casa la pagnotta. O no?

Paride Puglia

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Sono venuto al mondo con un grave handicap che mi contrassegnerà per tutta la vita: sono un reggiano e a causa di questo la materia grigia continua inesorabilmente a depositarsi negli angoli. N...   

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