Ogni anno ci raccontano la stessa favola: il 2 giugno sarebbe la festa della libertà, della democrazia e della Costituzione... Poi basta che un cantante esprima idee sgradite e parte immediatamente la macchina del fango: schedare, etichettare, delegittimare! Naturalmente nessuna censura, ci mancherebbe, perché oggi la censura è diventata 'elegante': cioè non ti vietano di parlare (o disegnare), ma si limitano a spiegare perché non dovresti farlo.
Insomma, non ti mettono al bando, no: ti appendono addosso un marchio! Non ti chiudono la bocca: cercano di convincere il pubblico che non valga la pena ascoltarti, che è peggio. I sacerdoti della tolleranza sono sempre gli stessi, ergo quelli che parlano di pluralismo purché le opinioni siano tutte uguali, quelli che difendono la libertà di parola finché nessuno la usa davvero... quelli che celebrano la Costituzione come una reliquia sacra, salvo dimenticarsene appena diventa d'intralcio. Così, mentre sul palco si recita il rosario democratico, la Repubblica viene trascinata via per i capelli: e la cosa più divertente (oppure drammatica) è che i presenti continuano ad applaudire. Comunque il concerto di Ruggeri si farà: purtroppo però è la libertà che rischia di saltare la data!
Paride Puglia
