Non ho capito se sono io che mi spengo poco a poco, oppure è una cosa comune a tutti gli esseri umani morenti, questa sorta di perdita di felicità o del lumicino di speranza; insomma non provo emozioni se non nelle proprie mura domestiche. Meccanicamente mi dedico al mio lavoro, come se stessi giocando una partita a Monopoli, peraltro, a ben vedere perdendo una barca di soldi, ergo... fra il salasso del Parco della Vittoria e la disperata difesa di Vicolo Stretto. E' una gran rottura di scatole che non passa mai, che non ha mai fine: un giorno forse per la naturale decomposizione del corpo (e della coscienza) finirà, prima o poi, ma... non è detta l'ultima parola. E una risata mi seppellirà.
Paride Puglia
Il tubo in Svizzera e il caffè seduto
Questa sorta di perdita di felicità o del lumicino di speranza...
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